Anche nel weekend del GP della Stiria, i Team Principal di Red Bull e Mercedes hanno lanciato frecciatine e velate accuse verso la scuderia rivale.

Come da previsioni, il GP della Stiria tenutosi ieri al Red Bull Ring ha confermato l’attuale superiorità della Red Bull e della sua RB16B nei confronti della Mercedes e della W12. La scuderia anglo-austriaca non è mai stata insidiata nella gara di casa, tanto che Max Verstappen ha tenuto la leadership dal primo all’ultimo giro e, prima della sosta per il giro veloce di Lewis Hamilton, l’olandese aveva accumulato un vantaggio di oltre 10 secondi sul rivale per il titolo. La maggior competitività del team di Milton Keynes ormai non è una notizia: sono infatti quattro, con quella di ieri, le vittorie consecutive della Red Bull, giunte su tracciati molto diversi tra loro. Prima i cittadini di Monaco e Baku, poi il Paul Ricard, fino al 2021 terreno di caccia della Mercedes, infine il Red Bull Ring. La scuderia di Brackley sembra invece non riuscire a trovare una risposta al dominio tecnico della RB16B, trovandosi sempre ad inseguire. Forse anche per questo motivo, Toto Wolff sta cercando in ogni modo di trasformare questa guerra sportiva anche in una guerra mediatica.

Ali flessibili, pressioni degli pneumatici, sicurezza dei pit stop, sviluppi della Power Unit Honda: per l’austriaco, tutto è buono per lanciare velate accuse alla Red Bull, che tuttavia non si tira indietro e risponde colpo su colpo attraverso le parole del suo Team Principal Christian Horner. Lasciate alle spalle le questioni dell’ala flessibile e delle pressioni minima degli pneumatici, risoltesi in una bolla di sapone, nel paddock di Spielberg le discussioni hanno riguardato principalmente la Direttiva Tecnica sulle soste, inviata ai team settimana scorsa, e l’eventuale aumento di prestazioni del motore giapponese. Bisogna infatti ricordare che nel 2021 è vietato introdurre specifiche aggiornate dei vari componenti delle Power Unit, tranne in caso problemi di affidabilità, e che gli sviluppi dei propulsori arriveranno ad inizio 2022.

Sull’argomento pit stop, i due Team Principal hanno manifestato opinioni discordanti già dal venerdì: “E’ chiaro…” – ha detto Horner – “…che adesso in molti stanno puntando il dito verso di noi, ma questa è una diretta conseguenza della nostra competitività. Stanno spendendo un sacco di energie nel cercare di rallentare la nostra macchina, cosa che avviene sempre in un ambiente così competitivo. Perciò siamo abituati a questa situazione, ma non ci perdo il sonno”.

La risposta di Wolff non ha tardato ad arrivare: “Ci dev’essere un motivo se è arrivata quella Direttiva Tecnica, ma non sono sicuro al 100%. Facciamo di tutto per evitare che una gomma sia fissata male o si stacchi, visto che le penalità sono enormi. Noi in passato abbiamo adottato una politica di squadra ed un sistema che assicurava che nulla di tutto ciò sarebbe successo. Ovviamente ci sono dei particolari interruttori nel sistema che rallentano il pit stop, ma è stata una nostra decisione”.

La polemica più recente, e forse più frivola e irrilevante, riguarda invece la Power Unit Honda. Insieme ad Hamilton, Wolff non ha escluso che il propulsore giapponese avesse effettuato un salto in avanti, irregolare secondo le norme attuali: “Sono davvero sorpreso che gli uomini della Red Bull si scaldino così tanto quando si parla del loro propulsore. E’ un po’ strano, ma le regole sono chiare. La PU è omologata. Si possono solo effettuare modifiche per l’affidabilità, perciò non dovrebbero esserci alcune differenze. In Francia loro hanno usato un’ala a basso carico e comunque sono stati competitivi quanto noi nelle curve, il che dimostra che la vettura genera carico. Noi dobbiamo solo lavorare e continuare a migliorare piuttosto che puntare il dito contro il motore. Questi argomenti sono competenza della FIA, adesso è troppo presto per dire che il loro motore sia più potente”.

I regolamenti vietano tuttavia l’introduzione di versioni aggiornate del motore: come già detto, le tre specifiche disponibili per la stagione devono essere uguali, e le uniche modifiche possibili riguardano l’affidabilità. A fine gara, inoltre, Horner ha affermato che parte del merito per la velocità sul dritto della Red Bull è da ricollegare sia ad ExxonMobil, che fornisce un olio aggiornato alla straordinaria Power Unit Honda, sia all’utilizzo di un’ala più sottile rispetto alla Mercedes, tutti fattori completamente legali secondo le norme attuali. Non bisogna dimenticare inoltre che Honda potrebbe aver messo a posto l’affidabilità di alcuni componenti e dunque aver deciso di spingere più aggressivamente il propulsore.

Vista la propensione di entrambi a mostrarsi di fronte alle telecamere, è probabile che le schermaglie tra Toto Wolff e Christian Horner continueranno ancora durante la stagione. Dal punto di vista tecnico il campionato pare aver preso la direzione di Milton Keynes, perciò, data la scarsa possibilità di migliorare la vettura a causa del budget cap e della rivoluzione regolamentare del 2022, la Mercedes sta utilizzando ogni strumento extra a sua disposizione per cercare di rimettere in piedi un campionato molto complesso. Fino ad ora, tuttavia, la guerra mediatica tra i due team resta in secondo piano rispetto a quella in pista, visto che le frecciatine e le accuse della prima parte di stagione non hanno portato ad alcuna variazione dello status quo. E difficilmente lo faranno anche nel resto del 2021.

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