Nel weekend più atteso di questo suo inizio di stagione, la Ferrari ha portato a casa un magro bottino, frutto di numerosi errori e sfortune.

58 punti conquistati a 20: è questo il risultato finale della sfida Red Bull-Ferrari nel GP del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna, tenutosi ieri sul tracciato di Imola. A spuntarla, questa volta, è stata la scuderia anglo-austriaca, che ha realizzato un fine settimana pressoché perfetto sotto tutti i punti di vista: entrambi i piloti hanno rasentato la perfezione a livello di guida; i pit stop sono stati, come al solito, velocissimi; le strategie della squadra sono state perfette; le performance della RB18 sono migliorate grazie ai piccoli upgrade che ne hanno ridotto il peso e la macchina non ha sofferto i cronici problemi di affidabilità. Per poter battere una Red Bull infallibile, la Ferrari aveva dunque bisogno di altrettanta perfezione e di un po’ di fortuna, che tuttavia sono venute meno proprio nel weekend più atteso dalla Rossa in questo inizio di campionato.

Leclerc F1 Imola

A cadere maggiormente sotto la lente d’ingrandimento non possono che essere gli errori di guida dei piloti. Al venerdì, durante il Q2, Carlos Sainz ha impattato violentemente contro le barriere in uscita dalla Rivazza; nel Gran Premio, invece, Charles Leclerc ha inaspettatamente perso la vettura alla Variante Alta, toccando il muro in uscita e rompendo l’ala anteriore. Si tratta chiaramente di gravi errori non forzati, ma per niente insensati dato che sono avvenuti in momenti molto particolari delle qualifiche e della gara. Come il resto dei piloti, in quella particolare fase del Q2 lo spagnolo stava spingendo in condizioni di pista molto difficili per cercare di rimanere nei migliori dieci prima dell’imminente arrivo della pioggia, che ha iniziato a scendere proprio durante la bandiera rossa da lui causata. L’errore del monegasco arriva invece mentre il leader del mondiale stava forzando per ottenere il DRS ai danni di Sergio Pérez, distante appena un secondo, dato che il Detection Point si trova proprio nell’allungo tra la Variante Alta e la Rivazza.

Anche la dinamica dei due incidenti viene in aiuto: sia Sainz che Leclerc hanno perso il controllo della F1-75 perché hanno cercato di portare troppa velocità in ingresso di curva. Nel caso dello spagnolo, la pista ancora umida appena fuori dalla traiettoria asciutta non lo ha certamente aiutato, mentre il monegasco ha attaccato con troppa aggressività e velocità l’alto cordolo in ingresso della Variante Alta. Ciò che emerge, quindi, è che si tratta di puri e semplici errori di overdriving, avvenuti in situazioni cruciali delle qualifiche e della gara. Ma era davvero necessario spingere oltre il limite in quei particolari momenti? Nel caso di Leclerc, probabilmente sì: dopo aver condotto una gara molto frustrante alle spalle di un Pérez impossibile da superare a causa della velocità della RB18 sui rettilinei, per il monegasco conquistare il DRS rappresentava l’ultima chance di ottenere un importante secondo posto. La grande velocità della Rossa in qualifica rende l’errore di Sainz meno giustificabile da questo punto di vista, anche se il numero 55 si è poi rifatto alla grande durante la Gara Sprint.

ferrari F1 Sainz

A proposito dello spagnolo, bisogna sottolineare come agli errori degli ultimi due weekend si stia sommando anche una sfortuna poco invidiabile. Il contatto, tra l’altro minimo, con Daniel Ricciardo in partenza ha messo la parola fine al suo weekend, dato che per la seconda gara consecutiva è rimasto bloccato nella ghiaia. Dell’incidente Sainz non ha assolutamente colpa, dato che aveva lasciato lo spazio necessario per passare all’interno all’australiano, il quale, salendo sul cordolo bagnato del Tamburello, ha avuto un sottosterzo incontrollabile ed ha toccato la gomma posteriore sinistra del pilota della Rossa. Un’altra particolare sfortuna per la Ferrari, inoltre, è stata quella di partire con entrambe le vetture dal lato destro della griglia, dal quale, in maniera inaspettata, nessun pilota è riuscito ad avere un buono scatto (eccezion fatta proprio per Ricciardo). A sinistra, invece, Pérez e Norris (come tanti altri dietro di loro) sono partiti alla grande, sorpassando Leclerc nell’allungo verso il Tamburello.

Dopo un inizio di campionato praticamente perfetto, ad Imola anche i pit stop e la strategia della Ferrari non sono stati perfetti. Nel passaggio da intermedie a slick, Leclerc ha perso 1.5″ rispetto a Pérez solo nella sosta (3.7″ contro 2.2″) per un piccolo ritardo sulla posteriore sinistra. Il lento out lap del messicano ha comunque permesso al pilota della Ferrari di rientrare davanti, ma con gomme più fredde il monegasco non ha potuto difendersi. Tuttavia, quel tempo perso al pit stop avrebbe certamente potuto fare la differenza. Con il senno di poi, anche la strategia di montare le gomme morbide per gli ultimi giri non ha particolarmente convinto. Poiché Leclerc è rientrato in pista alle spalle di Norris, la Red Bull è riuscita a coprire tranquillamente il tentativo di undercut con Pérez, così permettendo anche a Max Verstappen di fermarsi e ottenere il giro veloce. Qui, tuttavia, si entra in un argomento spinoso: nel Gran premio di casa, alla quarta gara del mondiale e con un vantaggio già considerevole in classifica sui rivali, è meglio rischiare per ottenere un secondo posto o accontentarsi di una terza posizione?

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