Il direttore tecnico della McLaren spiega come il suo team si sta preparando per le stagioni future e cosa aspettarsi per il grande cambio regolamentare del F1 2022

Work in progress F1 2022

F1 2022 Negli ultimi due anni, la McLaren ha fatto un salto di qualità. Rispetto ai tempi in cui Alonso si lamentava del motore Honda definendolo “da Formula 2” sembrano passate ere, invece lo spagnolo era alla guida della macchina arancione non più di due stagioni fa. Negli ultimi due campionati, la McLaren, passata nel frattempo al motore Renault, si è ritrovata a battagliare sempre più spesso per le prime cinque posizioni fino ad ottenere dei podi e a sfiorare, quest’anno, la vittoria a Monza. E il passaggio all’affidabile motore Mercedes nella prossima stagione non farà che migliorare ulteriormente le prestazioni di una monoposto già molto competitiva.

Tuttavia, la transizione alla nuova motorizzazione potrebbe costare un ritardo di sviluppo rispetto ai rivali nel 2021, in quanto per adeguare la vettura alla nuova Power Unit, il team britannico dovrà operare una serie di modifiche che lo costringeranno a spendere i due “gettoni” disponibili per modificare componenti della vettura il cui sviluppo, da regolamento, sarebbe bloccato.

“Non abbiamo più gettoni per il 2021 per via del cambio motore” ha dichiarato Key a Auto Motor und Sport. “Abbiamo dovuto modificare tutto ciò che potevamo nel corso di questa stagione. Ci siamo dunque posti delle scadenze. Ad esempio il naso doveva essere pronto per settembre.” Infatti la scuderia di Woking è una delle poche che sta investendo ancora pesantemente sullo sviluppo della vettura 2020.

F1 2022, la grande incognita

E in ottica F1 2022 le cose si fanno ancora più complicate, poiché non solo bisognerà concentrarsi sullo sviluppo delle nuove monoposto durante il campionato 2021, ma il cambio regolamentare sarà così vasto che le conoscenze pregresse non serviranno a granché e bisognerà ripartire da zero. Secondo Key: “È complicato quando c’è di mezzo una riforma di questa portata. Ho assistito a situazioni simili nel 2009, nel 2017 e in un certo senso anche nel 2014. Un ingegnere vorrebbe dedicare tutto il suo tempo allo sviluppo della nuova macchina, ma ciò avviene solo in un secondo momento perché la realtà è ben diversa. Bisogna prima pensare a ottenere buoni risultati nella stagione in corso. La differenza questa volta è che le conoscenze pregresse serviranno a poco questa volta. Quelli del 2009, 2014 e 2017 sono stati grandi cambiamenti, ma si riusciva quantomeno a partire da vecchie basi. Il 2022 è un nuovo inizio in tutto e per tutto. Saranno vetture basate sull’effetto suolo. Abbiamo qualche conoscenza a riguardo, ma nessun punto di riferimento dal passato”.

Quindi, un futuro inesplorato per tutti, che forse rimescolerà le carte in tavola e riequilibrerà la competizione. Ma che macchine dobbiamo aspettarci per il 2022 sia a livello visivo che tecnico? Saranno simili ai modelli che sono stati presentati a inizio anno? “Ci saranno delle somiglianze” sostiene Key. “Certe geometrie sono regolamentate così nel dettaglio che somiglieranno molto alle animazioni. Le aree con più spazio di manovra si discosteranno maggiormente dai modelli che sono stati resi pubblici.”

Formula 1 2021
Formula 1 2021

Meno carico aerodinamico, meno velocità

Quindi si va verso macchine visivamente più omologate, anche perché l’importanza dell’aerodinamica sarà molto ridimensionata. “Non avremo più deflettori che determinino così dettagliatamente la creazione di vortici d’aria. Il che è un bene, a meno che tu non sia un ostinato esperto di aerodinamica” ha dichiarato Key. “Tutto questo gioco di vortici d’aria è estremamente complicato, nonché costoso. E funziona solo quando le parti interessate sono nuove e in perfetto stato. È un mondo affascinante, da cui però in molti sono tagliati fuori. Non vedremo più questo tipo di complessità aerodinamica.” Tutto ciò inevitabilmente si ripercuoterà sulla velocità delle monoposto. È ormai assodato che nel 2022 i tempi sul giro non saranno al pari di quelli attuali, ma ci sono pareri contrastanti su quale sarà l’entità del divario. Anche Key non ha le idee chiare, ma le sue stime sono meno pessimiste rispetto a molte delle voci in circolazione. “Ancora non so [di quanto saranno più lente le nuove vetture]. Ne stiamo discutendo internamente perché è una cosa che dobbiamo assolutamente stabilire. I tempi sul giro determinano le forze che agiscono sulla macchina, da cui a sua volta dipende la progettazione di molte parti. Saranno sicuramente più lente perché avremo meno strumenti per generare carico aerodinamico. Non credo tanto ai sette secondi di cui parlano i più pessimisti. Credo che saremo più in uno spettro compreso tra uno e tre secondi.”

A proposito dell'autore

Laureato in Traduzione Specialistica, sono appassionato di Formula 1 e di tutto il mondo che le gravita intorno, soprattutto mi affascina l'aspetto umano di una competizione che porta l'uomo e la macchina agli estremi più assoluti delle loro possibilità.

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