La piccola entità dell’infrazione di Pérez a Singapore non meritava una dura sanzione, ma la spiegazione della FIA resta insoddisfacente.

Come troppo spesso accade in F1, il GP di Singapore tenutosi ieri non si è concluso allo sventolare della bandiera a scacchi. Si è infatti fatta attendere più di un’ora e mezzo la conferma ufficiale dei risultati e della vittoria di Sergio Pérez, messa in discussione da un’investigazione per aver tenuto una distanza superiore alle dieci vetture tra la sua RB18 e la Safety Car nel momento in cui quest’ultima aveva ancora le luci accese. Come prevedibile, al termine delle valutazioni il messicano ha mantenuto una vittoria meritata sul campo, nonostante l’infrazione fosse chiara. I commissari, infatti, hanno deciso di infliggergli una reprimenda ed una penalità di 5 secondi per i due casi contestati dalla Ferrari, che quindi non ha ottenuto la vittoria a tavolino poiché Charles Leclerc è giunto al traguardo a circa 7.5″ da Pérez.

La spiegazione della FIA, però, non è del tutto convincente per come è formulata. Il documento che sancisce la reprimenda per il pilota messicano, che ha commesso quest’infrazione al giro 10 tra le curve 13 e 14, sembra infatti contraddirsi in poche righe quando si legge che:[…] Pérez, interrogato sulla questione, ha affermato che c’era molta acqua in pista e che era molto difficile seguire da vicino la Safety Car con freni e gomme freddi. Sebbene il tracciato fosse bagnato in alcuni punti, non accettiamo come giustificazione che le condizioni fossero tali da rendere impossibile o pericoloso mantenere un gap di meno di dieci vetture per Pérez. Ciononostante, per questo avvenimento abbiamo considerato come fattori attenuanti le condizioni di bagnato e le difficoltà segnalate da Pérez, e, in linea con i regolamenti, dev’essere imposta una reprimenda”.

Il secondo documento, che si riferisce all’infrazione compiuta al giro 36 sempre tra le curve 13 e 14, rivela poi che il messicano ha ricevuto un avvertimento dalla Direzione Gara prima di compiere la violazione: […] E’ stato appurato che Pérez non ha mantenuto una distanza inferiore alle dieci vetture tra sé e la Safety Car […]. Ciò è avvenuto malgrado la Direzione Gara avesse avvisato il team del fatto che Pérez non stesse rispettando la norma tra le curve 9 e 10. La squadra ha informato il pilota. […] Poiché questa è stata la seconda infrazione dell’Articolo 55.10 da parte di Pérez [dopo quella per cui è stato sanzionato con una reprimenda, ndr] e poiché si è verificata dopo una chiaro avvertimento da parte del Direttore di Gara, abbiamo deciso di imporre a Pérez una penalità di 5″.

Le possibilità che il risultato venisse ribaltato per una violazione come questa erano comunque, e giustamente, molto basse. Non tanto perché Pérez avesse ormai festeggiato la meritata vittoria sul podio, quanto per la piccola entità della sua infrazione, che in realtà è assai comune ma raramente segnalata alla Direzione Gara. L’episodio del GP d’Ungheria del 2010, quando Sebastian Vettel fu penalizzato con un Drive Through per la stessa infrazione, non fa precedente, poiché in quel periodo la F1 non aveva ancora implementato penalità inferiori ai venti secondi, assolutamente esagerate per situazioni come questa. Se proprio si deve cercare un precedente significativo, in seguito ad un’investigazione lo stesso Vettel quest’anno non fu penalizzato in Canada dopo aver mantenuto per diverse curve una distanza superiore alle dieci vetture da chi lo precedeva (Qui il documento della FIA su quel caso).

La penalità di Pérez è dunque arrivata perché l’infrazione è stata reiterata ed è arrivata dopo un avvertimento, ma non per il singolo episodio, che negli ultimi anni la FIA ha trattato con molta più leggerezza proprio per la sua scarsa rilevanza a livello sportivo. Alla fine, l’unica vera fonte di biasimo per i commissari può essere il troppo tempo servito per prendere questa decisione, sebbene bisogna sottolineare come parziale attenuante che si tratta di un incidente verificatosi pochissime volte negli ultimi anni. Nel remoto caso in cui esso si verifichi di nuovo nel breve termine, i commissari, i team e gli appassionati avranno allora un paio di precedenti come punto di riferimento per giudicare la decisione della Direzione Gara. Sperando di non dover commentare l’ennesimo episodio di incoerenza da parte della Federazione.

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