Il Gran Premio d’Azerbaijan ha rivelato numerosi problemi ai team che adesso non avranno tanto tempo per risolverli visto l’imminente weekend di Montreal.

In particolare la combinazione tra porpoising e bottoming ha prodotto una difficoltà estrema soprattutto sotto il profilo fisico per alcuni piloti. Lewis Hamilton, infatti, è stato tra quelli che ne ha sofferto maggiormente,

È stata la gara più dolorosa che abbia mai corso, la più dura tra tutte. Sono preoccupato ogni volta che torniamo in macchina. Ci sono stati molti momenti nei quali non sapevo se ce l’avrei fatta, uno in particolare nel quale non sapevo se avrei tenuto la macchina in pista”, ha ammesso l’inglese dopo la gara.

Un effetto 100 volte peggio di quanto possa sembrare

“Sarò sincero, sembra terribile a vederlo e a sentirne gli effetti è 100 volte peggio.

Poi il post su Instagram “del giorno dopo”: “Ieri è stata dura e ho avuto delle difficoltà a dormire, però mio sono svegliato con sensazioni positive! La schiena è un po’ dolorante ma fortunatamente nulla di serio. Ho fatto delle sedute di agopuntura e fisioterapia con Angela e mi sto dirigendo dal mio team per lavorare con loro e migliorare. Non c’è un momento migliore di quello attuale per tirare tutti insieme e lo faremo. Sarò in pista il prossimo week end, non lo perderei per nulla al mondo. Auguro a tutti una fantastica giornata e settimana”. ha approfondito il sette volte campione del mondo.

Nonostante l’inglese abbia assicurato la sua presenza in Canada, le preoccupazioni su tale scenario riguardano anche Toto Wolff, il quale richiama a gran voce la Federazione per superare il problema che incide soprattutto sulle W13.

“Questa cosa non è più un problema di tipo muscolare, va direttamente sulla colonna vertebrale e può portare delle conseguenze. Lewis sta davvero male e dobbiamo trovare una soluzione a questo punto. Forse lui è il pilota più condizionato tra tutti, ma da quanto ho capito è un problema che coinvolge tutti. I piloti hanno detto che serve fare qualcosa, non so spiegare cosa“, ha aggiunto Wolff.

La soluzione di Christian Horner: “Alzate la macchina”

A rispondere alla richiesta d’aiuto dal suo “ex” rivale, è Christian Horner, il quale ha risposto: La cosa più facile e ovvia è alzare la macchina. Quindi, il team può scegliere. Può scegliere come far girare la macchina e non dovrebbe mai accadere che sia una macchina non sicura. È un aspetto per i tecnici, ci sono macchine che hanno dei problemi e altre con meno. Sarebbe ingiusto penalizzare quelli che hanno fatto un buon lavoro rispetto a chi forse ha leggermente mancato il bersaglio“.

Il pensiero di Russell

A Baku, nel week end, è tornato a parlarne anche George Russell, il quale nonostante tutto non sembra soffrirne tanto visti i sorprendenti risultati: È una questione di tempo prima di assistere a un grave incidente. Molti di noi non riescono a tenere la macchina dritta in rettilineo con tutti questi saltelli.  Affrontavamo le ultime curve ai 320 orari, rimbalzando, e si vedeva chiaramente sull’asfalto quanto queste macchine girino vicine al suolo. Anche la Formula 2 si trova nella stessa condizione, hanno una filosofia simile e non sembra sia necessario, con la tecnologia  che c’è, dover assettare una monoposto di F1 a millimetri di distanza dal terreno:  è la ricetta per un disastro. Non so cosa riserverà il futuro ma non credo potremo sopportare questa cosa per tre anni o non so quanto a lungo questi regolamenti saranno in vigore”.

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