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Analisi Gp Giappone: Ecco perché quella di Suzuka è la miglior gara stagionale della Ferrari

La Ferrari nel Gp del Giappone, non è riuscita a lottare con la Red Bull, ma a Suzuka ha fatto una prestazione migliore di Melbourne. La SF-24 vista in gara ha confermato che il suo punto debole è il giro secco, e che aveva il potenziale per mettere pressione a Max Verstappen, e lottare per il secondo posto con Sergio Perez.

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Pronostici rispettati nel Gp del Giappone, con la vittoria di Max Verstappen, e la doppietta della Red Bull. Il campione del mondo ed il Team di Milton Keynes, come un anno fa dopo Singapore, hanno voluto dare una prova di forza, per dimostrare che l’Australia è stata solo una giornata no, e spegnere le velleità di mondiale della Ferrari. Però la Scuderia di Maranello non esce ridimensionata da Suzuka. Anzi, il distacco dimezzato rispetto ad un anno fa battendo la McLaren, il podio di Carlos Sainz, e la rimonta di Charles Leclerc, lasciano l’amaro in bocca per i problemi nel giro secco di Sabato. Il primo stint di Leclerc, quello  di Sainz con le hard, hanno confermato l’ottimo passo visto nelle FP1 e FP3, e con una qualifica diversa, sarebbe stato possibile contrastare la Red Bull.

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Nel grafico sulla prima parte di gara e come poi vedremo negli altri, la Ferrari ha pagato i problemi avuti ieri nel non riuscire ad accendere le gomme nel primo stint. Verstappen e Perez, mantenendo le prime due posizioni al via, e sfruttando Sainz e Leclerc bloccati dietro alle McLaren, hanno potuto allungare e gestire le gomme. Il lavoro fra le FP3 e qualifica, ha dato i suoi frutti. Una RB20 ben bilanciata non ha sofferto di graning come a  Melbourne e degrado come nelle prove libere.. Le due Ferrari non sono mai riuscite a provare un attacco, sia per una MCL38, che ha messo in mostra i progressi sul dritto, e sia come in qualifica, per la cattiva trazione della chicane. Questa combinazione ha fatto accusare un gap da Verstappen di sei e nove decimi. Il vero potenziale della SF-24, si è visto quando Leclerc ha avuto pista libera.  In questo momento è partita la rimonta del monegasco, che ha fatto un capolavoro, girando sugli stessi tempi di Venerdì, dimostrando che è diventato uno dei migliori nella gestione gomme.

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La controprova di una Ferrari più vicina alla Red Bull di quanto dica la classifica finale, ci arriva dallo stint con le hard. Sainz, nonostante i tanti sorpassi che ha dovuto fare dopo il secondo pit stop, compreso quello su Leclerc, è riuscito a girare sui tempi delle RB20. Se lo stesso passo di Verstappen, è dovuto all’ampio vantaggio che aveva e dal tentativo di togliergli la miglior prestazione, Sainz è stato anche più veloce di due decimi di Perez. La stessa situazione la possiamo vedere con Leclerc, che nonostante gomme più usate, Norris è stato più lento di un decimo e non ha mai avuto la chance di attaccarlo.

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I progressi della Ferrari non si vedono dal ritmo gara, dall’essere stata seconda forza, o dall’aver recuperato ventiquattro secondi alla Red Bull, rispetto alla gara di Settembre scorso. Se Verstappen in modalità martello non stupisce, così come la solidità di Sainz, dai dati della telemetria di F1-TEMPO, impressiona la migliore costanza di Leclerc rispetto al pilota della Red Bull. Andamento che quegli stint delle PL1 e PL3, se pure effettuati con meno benzina erano reali, e Leclerc con un’altra qualifica poteva lottare con Verstappen.

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Quindi la Ferrari va via da Suzuka con un’iniezione di fiducia. Il gap sul passo gara dalla Red Bull che aveva portato aggiornamenti, è di due e otto decimi, ed il prossimo step sarà trovare il modo di essere competitivi sia sul giro secco che in gara. Invece bene, ma non benissimo la McLaren che a Suzuka nel 2023 si candidava ad avversaria numero uno della Red Bull, ed invece ha deluso con Norris dietro alle Rosse, e Oscar Piastri soltanto ottavo. Stesso discorso per l’Aston Martin dalla quale con gli aggiornamenti si aspettavano dei miglioramenti in gara, che non si sono visti. Invece a salvare una Mercedes sempre più in crisi, è stato George Russell, mentre Lewis Hamilton su uno dei suoi circuiti preferiti è stato anonimo. Altro banco di prova sarà fra due settimane la Cina, dove la Formula 1 torna dopo quattro anni, e vedremo se le gerarchie saranno le stesse del Gp del Giappone.

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