Il Gran Premio del Canada de 2019 è ricordato da praticamente tutti come il GP in cui Sebastian Vettel, all’epoca ancora su Ferrari, venne derubato della vittoria del Gp. Il tedesco per la verità condusse tutta la gara da primo ma fu penalizzato di 5 secondi per un “incidente” occorso con Hamilton e che gli costò il gradino più alto del podio. Ancora oggi quell’episodio suscita polemiche e indignazione in tutto il mondo per gli appassionati della Formula 1. Emanuele Pirro, steward in quel nefasto giorno, venne duramente criticato per la decisione presa, e ancora oggi l’italiano è tornato a commentare l’episodio di 2 anni fa:

Pirro
Pirro

Fu molto spiacevole – ha raccontato l’ex pilota romano – in un modo che ha cambiato la mia vita e anche la mia percezione delle cose. Adesso il mio rapporto con i social media è diverso. I social media danno uno strumento in più a tanta gente per esprimere la propria frustrazione. Purtroppo però fanno questo senza la conoscenza necessaria per analizzare certe cose. Più che gli insulti però, è stata spiacevole perché era una situazione chiara. Solo che le persone non l’hanno capito e alla fine tutto il mondo del motorsport e della F1 ha perso qualcosa. La maggior parte della gente ha avuto una percezione negativa [dell’episodio]. Noi abbiamo fatto giustizia su un singolo episodio di gara e tutto questo ha danneggiato tutta la F1 perché è stato percepito in un modo sbagliato” Tutto questo mi ha ferito perché amo questo sport davvero tanto e mi dicevo ‘ma perché non capiscono che vince chi è giusto che vinca, non chi tu vuoi che vinca’. Credo che tutti volessero che vincesse Sebastian. Era in un momento difficile, sarebbe stato un episodio eccezionale. Sarebbe stata una storia meravigliosa. Ma se tu fai gol e sei in fuorigioco, allora deve essere fuorigioco. Qualcuno deve prendere questa decisione, per render lo sport corretto” ha sottolineato l’italiano, attingendo ad una metafora calcistica. Sul comportamento tenuto da Vettel quel giorno però, Pirro non ha dato giudizi negativi: “Abbiamo pensato di sederci a un tavolo e parlarne, ma non l’abbiamo mai fatto. Lui fu gentile con me la gara dopo, ci incrociammo nel paddock e mi diede una pacca sulla spalla. Penso che Sebastian sia davvero un bravo ragazzo, ma nella tensione del momento si è sentito derubato. Che è una cosa comprensibile. Mi era capitata una cosa simile quando correvo nel GT, negli anni ’90. Arrivai a pensare di ritirarmi, perché mi sentivo vittima di una grande ingiustizia. Adesso se rivedo quell’episodio penso di essere un idiota, perché era stata colpa mia. Vettel è un bravo ragazzo, è una persona intelligente. Magari una volta faremo questa chiacchierata con Seb”.

Insomma anche a distanza di anni Pirro non si pente della scelta effettuata, il che agli appassionati di F1 può sembrare ancora più assurdo se si pensa che a pochi mesi di distanza Charles Leclerc venne privato in Austria della prima posizione in una maniera del tutto analoga, ma in quel caso non ti fu alcuna penalità per Verstappen che sopraggiunse Leclerc e il giovane Ferrarista fu costretto a concludere secondo; all’epoca Sebastian non aveva addirittura nemmeno molto spazio per tentare una manovra diversa da quella che poi effettivamente abbiamo visto attuare in Canada, il che rende ancora più difficile comprendere la decisione della penalità inflitta a Vettel ormai 2 anni or sono. 

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