Migliorare un prodotto che di per sé è ottimo è un lavoro difficile in ogni campo, sia che si tratti di tecnologia che di servizi, ma la questione diventa quasi impossibile se parliamo di vetture come le Lamborghini.

Eppure a Sant’Agata Bolognese hanno accettato la sfida, riuscendo ad estremizzare una hypercar già incredibile di suo. Per chi infatti ritiene una Lamborghini Aventador, una vettura troppo standard, ora c’è anche la sua evoluzione 2.0 che prende il nome di SVJ. Analizzando l’acronimo si capisce meglio di che pasta è fatta la Aventador 2.0, dove SV, sta per Super Veloce, mentre la J sta per Jota, sigla tanto cara alla Lamborghini che da sempre contraddistingue le vetture più prestanti della casa del toro, tant’è che venne usata già ai tempi della Miura. Tra passato e futuro, la Lamborghini Aventador SVJ rappresenta un inno alla storia di un marchio iconico noto in tutto il mondo.

La vettura si presenta come una grossa freccia (larga 2273 millimetri, specchi inclusi, e alta 1136 mm) pronta a fendere l’aria e a strizzare l’occhio ad una vettura di Formula 1. Di rilievo le varie appendici aerodinamiche, che celano un design scolpito dal vento e dalla tecnologia. Tecnologia che prende il nome, non a caso, di A.LA (Aerodinamica Lamborghini Attiva) che permette alla Lamborghini Aventador SVJ di far ottenere il miglior compromesso tra deportanza aerodinamica e resistenza all’avanzamento in rettilineo. Due facce della stessa medaglia, in quanto se si aumenta la deportanza migliora la downforce, ma allo stesso tempo peggiora l’aerodinamica, andando ad aumentare la resistenza dell’aria in rettilineo.

Il compito dell’ALA è proprio questo, rendere una vettura così prestante adatta sia alle curve che ai rettilinei. Per far ciò si è optato per una aerodinamica attiva, con il flap anteriore capace di far scorrere l’aria in rettilineo (parte della superficie si ritrae creando dei canali) e “trattenerla” in frenata e in curva (dove le superfici tornano a ricoprire tutta la grandezza dei flap). In questo modo l’aria è convogliata sia all’anteriore che al posteriore (dove trova posto un alettone fisso della stessa larghezza della vettura) in maniera attiva in base alle necessità dinamiche.

C’è chi dice che un toro va preso per le corna, ma in questo caso è meglio prenderlo per il volante dato che i dati dichiarati sono impressionanti, infatti la casa dichiara 770 cavalli di potenza massima per una massa di 1525 chili a secco, che tradotto in termini matematici significa che 1 cavallo spinge 1,98 chili di peso. Visto che ci troviamo a dare i numeri continuiamo con una velocità massima di oltre 350 km/h e uno 0-100 coperto in 2,8 secondi.

L’architettura del motore è composta da un V12 aspirato di 60° e di 6,5 litri. Il tutto è gestito, oltre che dall’aerodinamica “missilistica”, dalle quattro ruote sterzanti e dalla trazione integrale che infondono una bella sicurezza e permettono di far divertire i 63 fortunati (saranno prodotti solo 63 esemplari per rendere il tutto ancora più esclusivo) che se la potranno permettere. Il prezzo della Lamborghini Aventador SVJ? Siamo sui 432 mila euro, che inevitabilmente con il tempo diventeranno molti di più dato che stiamo parlando di una vettura con un numero di produzione più che esclusivo.

Lucio Urgu

A proposito dell'autore

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