Qualcuno ricorderà il film ‘Dalla Russia con Amore’, seconda pellicola della serie spionistica dell’agente 007; non sappiamo se la Ferrari tornerà dalla Russia con tanto Amore, ma per ora ha fatto comunque innamorare i tanti tifosi sparsi per il mondo grazie alle sue prestazioni in qualifica, con un risultato che è praticamente storico nell’era dell’ibrido e molto diverso dalla prestazione di Singapore 2015, quando fu la Mercedes a sbagliare qualcosa negli assetti e nella pressione delle gomme, da ricordare che l’ultima doppietta nelle qualifiche della Ferrari è datata addirittura 2008. Ma cosa è veramente accaduto a Sochi? In tanti se lo sono chiesti, e i tempi del venerdì, tutti a favore della Rossa, non sembravano poter essere reali, si parlava di un gioco a nascondino dei Tedeschi che spesso hanno giocato al gatto col topo nella giornata del venerdì. E’ mancato alla Mercedes lo spunto dell’ormai famoso ‘bottone magico’ che veniva sempre utilizzato solo, e dico solo, nella Q3, migliorando il tempo della Q2 sempre di molti decimi, ed arrivando in qualche caso a sfiorare il secondo. Sembra invece che nella splendida cornice del mar Nero le frecce d’argento, in crisi su di una pista scivolosa, abbiano dovuto ricorrere alla loro potenza extra senza poterne sfruttare l’enorme potenziale messo in mostra nelle stagioni passate. La spiegazione va forse ricercata nella difficoltà di mandare in temperatura le gomme in maniera costante ed omogenea sia all’anteriore che al posteriore; fattore sconosciuto negli ultimi 3 anni, quando la corazzata Tedesca scendeva in pista solo per far lottare i propri piloti ma senza mai portare, o forse in pochi casi, la macchina al limite delle proprie performance; a Sochi, ma anche nei 3 GP precedenti, la Mercedes è apparsa più difficile da guidare, nervosa, complessa nell’entrare in curva e spesso sbilanciata nelle uscite; appare così una situazione esattamente contraria agli anni passati quando erano gli avversari a dover rischiare per cercare di arginare lo strapotere delle frecce d’argento. In uno schema riassuntivo possiamo notare la differenza delle prestazioni tra Q2 e Q3 tra Ferrari e Mercedes negli anni 2016-2017 sulla pista Russa, ecco il grafico

abbiamo preso in considerazione il Best-Time delle due Scuderie indifferentemente dal Pilota che lo ha realizzato; appare molto chiaro come la Rossa sia riuscita nell’intento di migliorare le sua prestazione tra Q2 e Q3 in maniera significativa quest’anno con ben 0,844 sec. di differenza; mentre la Mercedes ha addirittura peggiorato con Hamilton (+ 7 millesimi) ed è migliorata con Bottas di solo 0,025 sec. Se osservate bene il grafico questo accadde anche nel 2016, quando Rosberg dal 1:35.337 (Q2) al 1:35.417 (+ 0,08 sec.) ma le condizioni erano molto diverse perche tra le due Scuderie c’erano 1,286 sec. di differenza nella Q2; insomma una Mercedes che poteva permettersi di fare la Pole anche senza forzare e quindi non sfruttando al massimo il suo potenziale.

Qualcuno sta già mettendo in campo la questione dell’olio utilizzato come combustibile per giustificare la defaillance dei Tedeschi, tuttavia è la vettura stessa che sembra poco equilibrata rispetto alla Ferrari e forse l’aver puntato ad un passo lungo ed a filosofie costruttive molto diverse potrebbe essere il vero difetto delle frecce d’argento e se fosse così non sarebbe neppure così facile venirne fuori. Da segnalare due fattori molto importanti; la prestazione di Raikkonen che senza un errore all’ultimo giro avrebbe potuto fare molto meglio, ha perso quasi mezzo secondo; e il fatto che Bottas è di nuovo davanti al RE delle Pole Position, testimonianza che forse il Re forse non è così di sangue nobile come tutti credono…

Marco Asfalto