Laurent Mekies, direttore sportivo della Ferrari, si era sbilanciato in conferenza stampa definendo le nuove prove “piuttosto schiaccianti”.

La Federazione non ha voluto sentire ragione, respingendo il ricorso nonostante il Cavallino avesse presentato i seguenti elementi all’udienza:

i) analisi della telemetria della vettura di Vettel, inclusi dati relativi all’assetto

ii) una video analisi delle diverse inquadrature (frontale, dall’alto, onboard di Vettel e Hamilton) preparata al termine della gara

iii) una video analisi di Karun Chandhok di Sky Sports, fatta al termine della gara

iv) un video della camera frontale di Vettel, rilasciato da F1 Limited dopo la gara

v) immagini e video raccolte a fine gara

vi) analisi del GPS delle traiettorie di Hamilton e Vettel, confrontate con quelle dei giri precedenti

vii) testimonianza di Sebastian Vettel

Gli elementi i), ii), iii), iv) e v) erano a disposizione già prima del termine della gara

L’elemento iii) era nuovo, ma non significativo o rilevante, in quanto opinione di un terzo

L’elemento iv) era nuovo ma non significativo o rilevante, perché la prova contenuta in questo video poteva essere riscontrata in altre immagini già a disposizione.

Mattia Binotto, dopo l’archiviazione del caso Vettel, ha ricevuto la seguente domanda da un giornalista straniera: “Mi spiace ma glielo devo chiedere – ha esordito l’inviata – Sembra che ci sia una grande distanza tra quello che è il punto di vista degli steward e quello che voi avete definito come prove schiaccianti. Ne siete sorpresi? Potete darci una spiegazione su questo?
La replica cortese di Binotto: “Di certo non ne siamo felici come abbiamo già detto e non voglio commentare”.

La risposta laconica del team principal della Ferrari è la rappresentazione del momento infelice che vive il team italiano nell’era ibrida della F1 attuale.

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