La Honda Venerdì scorso ha comunicato il nuovo ritiro dalla Formula 1, ma quasi in contemporanea è arrivato l’annuncio del rinnovo fino al 2030 con la IndyCar.

L’abbandono della Honda ha scosso il mondo della Formula 1, che pensava con la firma del Patto della Concordia di aver sventato il rischio di perdere squadre a causa del Covid 19. Invece  Domenicali si trova subito a dover affrontare una nuova crisi per il Circus.

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Fin dall’inizio le motivazioni usate dal motorista giapponese, di concentrarsi su tecnologie ad emissioni zero, non avevano convinto. E più passano le ore e più questi dubbi aumentano, visto che poche ore fa ha comunicato il rinnovo di dieci anni con la Indy Car.

A dare l’annuncio è stato Ted Klaus Presidente Honda Perfomance. “Honda accoglie con favore questo passo verso il futuro da parte della IndyCar. Un’azione che rispecchia gli sforzi di Honda per sviluppare e produrre prodotti ad alte prestazioni, elettrificati, in grado di soddisfare le sfide del settore e i nostri clienti.

In Honda corriamo per sviluppare il nostro personale, per innovare le tecnologie e per coinvolgere gli appassionati. Siamo orgogliosi della nostra ininterrotta leadership in IndyCar, che dura da 27 anni, e non vediamo l’ora di creare una nuova generazione di power unit Honda ibride da oltre 900 cavalli”.

Parole che testimoniano come il vero motivo del nuovo ritiro, sono gli alti costi richiesti dagli attuali motori di Formula 1. La Honda dal rientro nel 2015 ci ha messo quattro anni per essere competitiva vista l’impossibilità di fare test, e nonostante gli investimenti effettuati ancora non è riuscita a chiudere il gap dalla Mercedes.

Esempio che hanno disincentivato le varie Porsche e Lamborghini ad entrare in Formula 1. Situazione che mette a rischio il futuro del circus, e di cui si dovrà occupare subito Domenicali, per evitare che altri decidano di seguire la strada della Honda.

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