La Honda ha annunciato che chiuderà i battenti a fine 2021, lasciando senza power unit Red Bull ed AlphaTauri. Il circus è ormai quasi privo di costruttori

 

Vi ricordate la F1 degli anni 2000? In pista avevamo contemporaneamente Ferrari, Renault, Honda, Jaguar, Toyota, senza dimenticare McLaren e Williams nelle quali erano pesantemente coinvolte Mercedes e BMW. Il circus odierno ha perso da poche ora la stessa Honda, fornitrice delle power unit per Red Bull ed AlphaTauri, solamente cinque anni dopo il grande ritorno nel 2015. Dopo anni di figuracce messe a nudo anche dai team radio di Fernando Alonso, il motorista nipponico si è poi tolta delle belle soddisfazioni con le vittorie di Max Verstappen, con l’aggiunta di quella monzese ottenuta da Pierre Gasly un mese fa.

Evidentemente, i successi di tappa non bastano a Yamatologo e soci, i quali hanno dato il benservito al mondiale, lasciando in un mare di guai Liberty Media ed il futuro CEO della F1 Stefano Domenicali. Come case ufficiali restano solo Mercedes, Ferrari e Renault, ma la situazione non è certo positiva: infatti, da ormai mesi si parla della cessione del team di Brachiale, che tra un paio d’anni potrebbe cedere ad Ineos, da quest’anno sponsor delle W11. Nel 2021 inoltre, la Renault verrà reindirizzata Alpine, ma un futuro disinteresse totale non è proprio da escludere. La crisi legata al Covid-19 ha messo ulteriormente in ginocchio un mondo già in crisi, ma veniamo ad un’altra questione. L’ultimo team che ha scelto di entrare è stata la Haas nel 2016, mentre, parlando di factory, si parla del 2010 con la Mercedes. La Renault mollò al termine del 2011, per poi riacquisire la Lotus al termine del campionato 2015.

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