La Ferrari ha espresso a Sochi la sua soddisfazione per la scelta effettuata da Liberty di scegliere Stefano Domenicali come erede di Chase Carey, ponendo fine alle speranze di Toto Wolff di diventare il Ceo della Formula 1.

Il week end della Ferrari non è stato soltanto positivo per quanto successo in pista, ma anche per l’ufficializzazione di Stefano Domenicali come nuovo Ceo della F1. Nomina che sancisce la prima vittoria della nuova gestione della Scuderia di Maranello, la quale almeno politicamente, sta riuscendo a contrastare la Mercedes.

Domenicali

Infatti soltanto un anno fa il favorito a diventare l’erede di Chase Carey era Toto Wolff. Invece durante le discussioni nelle trattative che Liberty Media ha condotto con le squadre sul nuovo regolamento 2021, Louis Camilleri e Mattia Binotto hanno messo il veto sull’austriaco.

Scelta che non è andata giù a Wolff. Come ha ammesso in Russia, ambiva a diventare Ceo del circus, ed ha anche confermato che ad impedirgli di prendere il posto di Carey è stata la Ferrari.

Da quel momento non soltanto l’alleanza fra Mercedes e Ferrari si è rotta, ma è iniziata la dura reazione di Wolff. Infatti ha iniziato ad appoggiare le proteste della Red Bull sulla power unit della Ferrari, per poi porsi a capo dei team ribelli qualche mese fa, ad attaccare Binotto, minacciare di mettere il veto sul Patto della Concordia.

Proprio per questo la nomina di  Domenicali insieme al Patto della Concordia rappresenta la seconda vittoria della Ferrari nei confronti della Mercedes. Segnale importante dopo le critiche di questi mesi per i problemi della SF1000, ed aver respinto con forza tutte le richieste di una nuova rivoluzione.

Il trio Elkann-Binotto-Camilleri sta dimostrano che almeno politicamente la Ferrari è tornata forte. La Rossa che negli ultimi anni aveva perso potere, il quale era stato conquistato da Wolff sta riuscendo a ribaltare la situazione in attesa di farlo in pista nel 2022, quando l’obiettivo sarà porre fine al dominio della Mercedes e riportare il titolo a Maranello.

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