Bentornati a Formula 1 Radio, stavolta direttamente da Baku, dove si è svolto uno dei Gran Premi più pazzi degli ultimi anni. E, ascoltando i messaggi radio, siamo quasi impazziti anche noi…


Tra piloti che non sapevano dove spostarsi durante il giro lanciato di un altro (e dovreste smetterla di ignorare Alonso: si, sappiamo tutti che è lento, ma lui stava spingendo per il giro “veloce”, mica vi lasciava spazio per passare), contatti, detriti, Verstappen che scende in pista con le batterie scariche (regola n.1 Max: si carica sempre il telefonino prima di uscire di casa), forature e bandiere gialle che avrebbero dovuto essere subito rosse, abbiamo deciso di farla molto breve, nella nostra edizione azera, ma non prima di aver dedicato uno spazio unicamente al nostro grande amico Romain Grosjean.

Se raccogliessimo tutti i suoi team radio, da Melbourne fino ad ora, potremmo scrivere un intero romanzo sulla più grande storia di amore- odio tra un ragazzo francese trentunenne e i freni della sua macchina. Una monoposto di Formula 1, in realtà. Altro protagonista è l’ingegnere di pista di Romain, personaggio rassegnato al suo destino che nulla può contro le lamentele del francese.

“Lasciatemi frenare, vol.1” è il primo romanzo della collana, e vi lasciamo in anteprima qualche frase inedita, direttamente dal GP di Baku.

Credits: Haas F1 Team Official Twitter Account

Grosjean: “I freni non frenano. Non ho grip.”

Grosjean: “Problemi con i freni.”

Ing.: “Okay, li controlleremo per te.”

La situazione si fa ancora più interessante quando le lamentele del francese diventano rifiuti categorici.

Grosjean: “Mi dispiace, ma non posso guidare così, non posso.”

E ancora: “E’ ridicolo! Ridicolo.”

Grosjean: “Amico non so cosa stia succedendo. Un altro bel bloccaggio con le anteriori. Non posso tornare indietro sul bilanciamento dei freni, sono troppo caldi.”

Il nostro “eroe” parla così tanto, ma così tanto, da iniziare a confondere il suo amico ingegnere.

Ing.: “Puoi continuare a spingere o possiamo andare ai box e dare una occhiata.”

Grosjean: “Box.”

Ing.: “Okay, continua a spingere!”

Il dramma continua in gara, in un momento davvero, davvero tragico e carico di tensione tra il nostro protagonista Romain e il suo fedele amico ingegnere, in quello che sembra un punto di non ritorno.

Grosjean: “Ti chiedo una cosa, Gary. Se la monoposto diventa pericolosa a causa dei freni, fermatemi.”

Caro Romain, hai fatto di tutto per prenderti il nostro premio speciale, per arrivare primo nella nostra Hit Parade, ora hai anche un romanzo tutto tuo, eddai, su.

Le questioni son due: o questi freni son realmente pericolosi (e non mi pare, visto che il tuo compagno Kevin Magnussen sopravvive, e anche in buona salute), o qualche problema quando freni lo hai tu. Chessò, magari sei tu a sbagliare qualcosa?

Intanto,  da Spielberg in poi comincia la stesura del vol. 2 del romanzo. Come procederanno le avventure del nostro eroe? Lo scopriremo solo in pista.

Ma veniamo adesso alla nostra consueta Hit Parade.

Il 3° posto è di Fernando Alonso: il nostro pilota asturiano è in cerca di un sedile per la prossima stagione (e non sappiamo ancora se in F1 o in altre categorie, ciò che è certo è che i suoi manager si stanno dando parecchio da fare), tanto da immaginarsi già a lottare per la prima posizione.

Quando abbiamo ascoltato questo team radio, durante la gara, la redazione all’unanimità lo aveva designato come il Team Radio più bello di sempre, che ovviamente si meritava la prima posizione.

Peccato che dopo Fernando ci abbia ripensato, e al ring delle interviste ha dichiarato che non stava scherzando, non era una illusione: Alonso parlava seriamente!

Alonso: “Che peccato, avremmo potuto vincere questo GP!”

Fernando, mi spiace davvero tanto dirtelo, ma riusciamo a sentire le risate che arrivano dal Giappone!

La seconda posizione è indubbiamente del duo Hamilton- Vettel, e più che 2° posizione direi che quel che si meritano, entrambi, è un bel 2!

Inutile raccontarvi di nuovo cosa sia successo.

Vettel: “Ha fatto brake- test! (Frenare di scatto). Che diavolo sta succedendo?”

“Capito, concentrati sulla ripartenza.”

Vettel: “Ho un danno [all’ala anteriore].”

“Stiamo controllando.”

Il team radio non è stata l’unica reazione da parte del pilota tedesco, e lo sappiamo bene.

Hamilton: “Vettel è letteralmente venuto accanto a me per colpirmi!”

La gara riparte dopo l’ennesima red flag e I meccanici di Hamilton notano che la sua protezione per la testa non è correttamente agganciata alla monoposto.

Hamilton: “Se questa cosa si stacca, che succede?”

“Vieni ai box, lo cambiamo.”

In quel momento arriva la penalità di Vettel.

“Abbiamo una penalità di 10 sec. con Stop & Go per guida pericolosa.”

Vettel: “E quando avrei fatto la guida pericolosa? Avete una spiegazione?”

“Ne parliamo dopo, concentrati e testa bassa.”

Immediata la risposta di Lewis, che comunque, si ritrova dietro il tedesco.

Hamilton: “Una penalità di 10 sec. non è abbastanza per un comportamento del genere. Lo sai questo, Charlie [Whiting].”


Ciò che sappiamo è che sicuramente tutto questo era evitabile, con una red flag già dal crash di Kvyat e che probabilmente, più di qualcuno ha esagerato e forse non era l’unico colpevole.

Cari Sebastian e Lewis, vi sareste meritati senz’altro il nostro premio speciale, ma c’è molto di peggio, per quello. Vi meritate il 2° posto, ma vi ripeto, continuate a leggerlo come un bel 2!

Il primo posto va a colui che ha probabilmente segnato la storia! Non crediamo ci sia mai stato un pilota che è riuscito a ritirarsi per ben 2 volte nella stessa gara e vi invitiamo a contraddirci se non è così. Kimi Raikkonen è da record, così come il team Ferrari che durante il periodo di Red Flag riesce a riparare la monoposto di Ice Man dai danni riportati col crash causato da Valtteri Bottas. Ma non va tutto liscio come l’olio.

Kimi ha da recuperare due tornate prima che la gara riparta, e mentre portano la Ferrari n. 7 all’uscita della Pit Lane, accade un piccolo imprevisto.

Raikkonen: “Il volante! Qualcuno gli dica di darmi il volante! Dai, andiamo! Muovetevi!”

https://www.youtube.com/watch?time_continue=5&v=bgsThiX3VLQ

Abbiamo una prova video del suo team radio e le sue urla rimarranno per sempre impresse nella nostra mente. Ma voi riuscite ad immaginarvi Raikkonen (che probabilmente dopo il primo ritiro stava già lasciando il circuito) che sbraita sotto il casco con la sua espressione di ghiaccio? Il primo posto è più che meritato.

Il nostro “Premio Speciale Honestly: what are we doin here?” poteva sicuramente essere assegnato al duo Vettel- Hamilton, ma è solo quest’ultimo a meritarselo.

Colui che viene paragonato a Senna, che sembra scrivere GP dopo GP un nuovo pezzo di storia, questa volta è caduto un po’ in basso.

Hamilton: “Ragazzi se Valtteri non riesce a prendere quello davanti, ditegli di rallentare un po’ così da causare problemi di scia [per Vettel].”

E Valtteri, prode compagno di squadra in cerca di rinnovo, puntualmente rallenta.

Non possiamo prendercela poi tanto col finlandese, forse costretto a fare di tutto pur di tenersi il suo sedile per non tornare, nel 2018, a guidare una Panda, ma con Lewis, che con questo team radio pecca, e non poco, di arroganza e poca sportività.

Lewis, nonostante le ruotate, i dissapori, una Power Unit prima specifica con 3500km sulle spalle, Seb è stato più veloce di te. Ed è arrivato davanti a te. Rassegnati.

Vi salutiamo e salutiamo anche questo Gran Premio pazzo, per darvi appuntamento al GP d’Austria al Red Bull Ring, in casa dei tori (che in mezzo alla mischia si sono assicurati la vittoria con Ricciardo), un GP che vi racconteremo direttamente dal circuito.

Continuate a seguirci su newsf1!

 

Credits: F1 Official Twitter Account

di Marika Laselva
Twitter: @MarikaLaselva

 

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