Prove libere del Venerdi’ FP1 e FP2 inutili per tutti.

 

Nessun giro cronometrato per Seb e Kimi ,tre giri nella prima sessione e nessuno nella seconda. La pioggia, la nebbia (ma sarebbe meglio chiamarla col suo nome: smog)

e la conseguente impossibilità di utilizzare l’elicottero di soccorso hanno di fatto cancellato il venerdì di prove.

Al mattino Seb Vettel è uscito due volte dai box, con gomme da bagnato e intermedie, solo per saggiare le condizioni del tracciato.

Kimi Raikkonen ha fatto un solo giro, con le “extreme wet”. Non valeva la pena continuare. Al pomeriggio, tutti sono rimasti ai box, in costante contatto con l’aeroporto cittadino di Shanghai, la cui inagibilità ha causato continui rinvii mentre il tempo scorreva verso la fine programmata della sessione, che è rimasta fissata alle 15:30.

La delusione di Vettel è soprattutto per il pubblico: “Peccato per oggi, soprattutto per le persone che sono venute qui a guardare, ma cosa possiamo farci? In questi giorni ci sono stati tanti tifosi e tanti messaggi di persone che hanno espresso la loro gioia per il risultato in Australia. Vediamo cosa poter fare domani e speriamo di avere il giusto set up, altrimenti sarà difficile: detto fra parentesi, siamo fiduciosi di riuscirci. E domani il tempo sarà migliore.
Anche il commento di Kimi è forzatamente succinto: “Oggi non abbiamo imparato nulla: dopo il giro di installazione volevamo tornare in pista ma la sessione è stata interrotta. E’ un peccato, ma è lo stesso per tutti: non possiamo cambiare il tempo e, a volte le cose vanno così. Non è stata una giornata ideale, ma anche se avessimo girato oggi sarebbe stato sul bagnato e domani non pioverà. Aspettiamo quindi di vedere che tempo farà domani e come andranno le cose”.

Per i tifosi  piu’ accaniti è stata l’ennesima  beffa, sopratutto per chi aveva intenzione di  seguire le Libere 1 in programma alle ore 4:00

Formula noia, in questo inizio di campionato sia per la difficoltà dei sorpassi che per l’impossibilita’ di girare per il maltempo.

Vignetta di Salvatore Asero
Testo tratto da Media Center Ferrari

 

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