It’s race week!
Finalmente il lungo inverno è finito e tra poco più di 48 ore si alzeranno i veli sulla tanto attesa stagione di Formula 1 2022 ; a quel punto non ci saranno più finzioni che tengano, millantati dati GPS e carichi carburante farlocchi.

Lì, il cronometro tornerà a contare veramente e si scoprirà chi ha fatto bene i compiti a casa e chi, invece, deve andare dietro la lavagna. In questo clima, non mancano nemmeno gli alunni con i musi lunghi e quelli che storcono il naso gettando lo sguardo sui lavori del “compagno di banco”.

Diciamocelo, che la rivoluzione tecnica di questa stagione avrebbe destato più di qualche preoccupazione sulle possibili trovate dei teams era nell’aria da mesi e i timori della FIA di dover far fronte ad una Brawn GP 2 erano palpabili.

Allo stato dei fatti, non parrebbe (il condizionale è d’obbligo) che ci sia una squadra che abbia dominato nei test invernali su tutte le altre, ma cionondimeno c’è già chi ha adombrato i primi dubbi sulla legittimità di alcune soluzioni.

In primis, non possiamo che partire da Christian Horner, il quale, appena vista la W13(B), è letteralmente saltato sugli scudi tacciando come illegale il nuovo pacchetto evolutivo della Mercedes, salvo poi ritrattare con un più diplomatico “valuterà la Federazione”.

Decisamente più velato il commento di Mattia Binotto che, sempre riguardo alla nuova W13, ha paventato l’idea di presentare una richiesta di chiarimenti alla FIA in merito alla zona specchietti della casa di Brackley, posto che tale soluzione sarebbe contraria allo spirito del regolamento. Del resto, la Ferrari era stato il team che, proprio su richiesta Mercedes, nel 2018 aveva dovuto rimuovere i supporti “aero” dagli specchietti della propria SF71H.

Insomma, oltre alla già complessa fase di apprendimento di monoposto tutte nuove, pare che le squadre non vogliano lasciare nulla di intentato per mettere i bastoni tra le ruote agli avversarsi e rendere più difficoltoso l’avvio della stagione altrui.

Lungi dal dare previsioni sulle decisioni della Federazione (se non altro sarebbe impossibile vista la tendenza, diciamo, “ondivaga” dei precedenti verdetti), c’è solo da augurarsi che le sue statuizioni siano improntate alla trasparenza. Trasparenza, questa, di cui la F1 avrebbe un gran bisogno in questo momento, se non altro per gettarsi alle spalle gli strascichi degli ultimi mesi, capziosi silenzi e rimozioni di figure importanti (qualcuno ha detto direttore di gara?) che alimentano soltanto speculazioni e gettano dubbi sulla stessa autorità sportiva.

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