Nei test prestagionali di F1 in Bahrain, la Mercedes ha presentato una nuova versione della W13 Evo. Il team di Brackley ha sviluppato un’idea difficilmente replicabile, realizzando fiancate particolarmente strette. Non sono mancate le prime perplessità dalla RedBull e dalla Ferrari, il concetto è molto estremo e potrebbe essere contrario allo spirito del regolamento. L’obiettivo della nuova generazione di monoposto è quello di offrire aria poco disturbata dai flussi alle auto successive, favorendo la possibilità di duelli e battaglie. I test hanno offerto un buon riscontro, il miglioramento è percepibile e dimostra che la strada sembra corretta. Anche il supporto per gli specchietti è discusso in quanto valutato essere un’ala che indirizza i flussi.

I sidepod della W13 non hanno più l’apertura squadrata, sono stretti e cadono in obliquo, una scelta in controtendenza. Questa strada è stata esplorata inizialmente anche dalla Haas. Gunther Steiner ha dichiarato che: “Il concept delle pance strette è stato il nostro primo progetto per l’auto 2022. Abbiamo provato questa configurazione in galleria del vento a metà luglio dello scorso anno, notando vantaggi nelle curve lente. Nel complesso però abbiamo optato per delle pance più larghe che dal nostro punto di vista offrono un maggior potenziale e una migliore gestione della power unit.

Mercedes ha scelto una via di sviluppo potenzialmente più complessa, dimostrando nei test in Bahrein una difficile messa a punto della vettura. Il nervosismo della W13 nelle curve lente e il porpoising, ancora presente, sono problemi oggettivi emersi nelle tre giornate di test. Tuttavia, i tempi non sono motivo di preoccupazione. Nelle curve lente la Mercedes è stata veloce come dimostrano le misurazioni GPS. Il punto di forza del progetto del team di Brackley è la difficoltà di poterlo copiare nel breve termine.

L’impressione è quella di un attento studio volto a snellire il corpo vettura e ogni singolo componente interno, riuscendo a posizionare i radiatori aderenti alla carrozzeria nel retrotreno. La configurazione scelta permette una gestione migliore dei flussi d’aria, veicolandoli all’esterno del corpo vettura. Una volta risolti i problemi di porpoising la W13 potrebbe esprimere il suo vero potenziale anche nelle curve veloci, storicamente punto di forza delle frecce d’argento.

Le prese di raffreddamento sono state arretrate e la forma della carenatura scende in modo convesso. Il supporto degli specchietti svolge un ruolo attivo nella ricerca del carico aerodinamico, questo tema è dibattuto nel paddock. Mattia Binotto ha dichiarato: “La loro soluzione è piuttosto interessante ed è qualcosa che non ci aspettavamo. Deve essere affrontato, la FIA ha sempre affermato in modo chiaro che il supporto degli specchietti deve avere solo una funzione strutturale, con una influenza aerodinamica incidentale. Se questo è stato il principio utilizzato in passato, ritengo che debba essere così anche oggi, non c’è motivo di cambiare idea.” Al momento sembra che la FIA ne sia al corrente e abbia esaminato le soluzioni valutandole legali.

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