Al termine del GP del Canada, Max Verstappen ha voluto placare gli entusiasmi nonostante il suo enorme vantaggio in Classifica Piloti.

E’ un ottimo momento per la Red Bull. Dopo un inizio di stagione terribile a causa dei tanti problemi di affidabilità, la scuderia di Milton Keynes ha ribaltato l’inerzia del campionato nelle ultime sei gare, vincendole tutte nonostante la concorrenza di una Ferrari molto competitiva. Ben cinque di questi successi hanno portato la firma del campione del mondo in carica, Max Verstappen, che adesso domina la Classifica Piloti con 46 punti di vantaggio sul compagno di squadra Sergio Pérez e 49 su Charles Leclerc. Si può già parlare di campionato finito? Non secondo lo stesso olandese, che dopo il GP del Canada ha affermato che la Red Bull deve mantenere alta la concentrazione per evitare la contro-rimonta della Ferrari.

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“Il campionato è ancora molto lungo…” – ha esordito Verstappen, citato da Motorsport.com“…e, nonostante il distacco sia piuttosto grande, so bene che la situazione può ribaltarsi velocemente. Basta pensare che alla terza gara ero a -46 dalla vetta. Dobbiamo solo mantenere la calma e la concentrazione, perché oggi non eravamo i più veloci in pista. Le gerarchie cambiano: a Baku eravamo competitivi in gara, mentre qui non eravamo così forti. Il fatto che abbiamo comunque vinto è, secondo me, una nostra qualità e insieme al team dobbiamo continuare a cercare dei piccoli miglioramenti per la macchina”.

L’olandese ha inoltre sottolineato che Red Bull e Ferrari si scambiano continuamente il ruolo di team più competitivo in pista, anche nell’arco dello stesso weekend: “Non credo che la Ferrari sia sempre più competitiva al sabato e poi vada in difficoltà in gara. A Barcellona e in altri Gran Premi sono stati molto veloci anche la domenica, quindi è un po’ un’altalena. Ovviamente noi dobbiamo capire perché abbiamo faticato qui. Forse il fatto che in qualifica abbia piovuto non ci ha aiutato in gara, visto che la pista era più green. Però dovremo valutare bene tutte queste cose. Può essere una questione di layout del circuito, di cordoli o altro, ma al momento è difficile spiegare perché loro siano stati un po’ più veloci di noi oggi”.

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