Siamo a Pasqua e forse siamo in vena di credere ai miracoli, indipendentemente dalla propria fede Religiosa, tuttavia qui si parla di ben altro; partiamo dalle dichiarazioni che Cyril Abiteboul (Team Manager Renault) ha rilasciato a motorsport.com di cui pubblichiamo la parte più interessante; da tenere a mente che le lamentele sono partite, udite udite, da Red Bull che ha puntato il dito contro le prestazioni di Mercedes tra la Q2 e la Q3 in Australia, in pratica quella che viene definita ‘Party-mode’, ovvero la capacità di Mercedes di poter usufruire di una potenza extra in alcuni momenti del week end.

L’OLIO HA UNA SUA PARTE NELLE PRESTAZIONI NONOSTANTE TANTI ‘ESPERTI’ SI OSTININO AD AFFERMARE IL CONTRARIO; ALTRIMENTI NON SI SPIEGA L’INTERESSAMENTO DI TEAM E FIA ALLA QUESTIONE LUBRIFICANTE

Dobbiamo però partire da una giusta premessa ricordando quanto accaduto nel 2017. Lo scorso anno il consumo d’olio consentito era di 1,2 LITRI ogni 100 Km, in pratica 3,6 litri a GP; già in molti ci chiedevamo come facessero delle modernissime vetture di F1, all’avanguardia della tecnica a consumare tanto olio, come una vecchia utilitaria di 400.000 km e con le fasce dei pistoni praticamente inesistenti; poi, sempre dopo reclamo della RB, si abbassò ulteriormente il limite a 0,9 litri/100 Km e l’omologazione di tale power unit sarebbe dovuta avvenire nella gara di Monza; sappiamo tutti che Mercedes omologò la PU nella gara precedente così da non dover rispettare le nuove norme, mentre la Ferrari rispettò la direttiva nel suo ‘spirito’ anche se poteva forse essere più astuta; in quel caso ci fu anche un ‘concorso di colpe’ in quanto la nuova specifica di Maranello non era affidabile e quindi la Rossa, forse, dovette rispettare l’indicazione suo malgrado. La FIA quindi indicò nella quantità di 0,6 litri/100 Km il consumo per il 2018. Ecco però le parole di Abiteboul che vanno ad esplicare molto bene un concetto che in tanti hanno sottovalutato in questi anni e che è, visto che la FIA  e tanti altri se ne interessano in maniera quasi spasmodica, reale e assolutamente tangibile. ” Penso che il primo obiettivo sarà limitare il consumo medio di olio. Al momento abbiamo una situazione in cui sono concessi 0,6 litri, ma il nostro motore ne consuma meno di 0,1. Nel 2018 è possibile avere un motore con quel tipo di consumo, quindi non capisco perché si debba andare oltre. Penso che sarebbe più ovvio fare qualcosa in relazione a questo, e fare in modo che tutti siano in linea con lo spirito dei regolamenti” Se ne deduce, quindi, che i moderni motori possano consumare piccole quantità d’olio (evviva, lo dicevamo da un anno…) e che non c’è nessun motivo reale per applicare un limite di circa 1,8 litri a gara; a meno che questo non possa giovare al team che ha scritto i regolamenti e magari anche a qualcun altro che abbia sviluppato certe tecnologie in ritardo. Dobbiamo comunque rimarcare come le lamentele della RB del 2017 potrebbero aver danneggiato più la Ferrari che la Mercedes la quale possiede la miglior tecnologia per lo sfruttamento di questo pertugio regolamentare.

Da sottolineare, nonostante dovrebbe essere palese, che è vietato l’utilizzo in qualsiasi modo di altri composti che non siano la benzina e che solo questa, insieme all’aria, può essere immessa nella camera di combustione; a meno che, e chissà se non sia questa la deroga, i componenti meccanici non abbiano una tolleranza tale per cui una certa quantità di lubrificante possa penetrare, suo malgrado, in camera di combustione. Pare possibile nel 2018 che fasce, pistoni e cilindri siano così poco tecnologici? A noi pare proprio di no e risulta quindi evidente che la FIA non abbia capito il problema o forse non lo vuole risolvere come spesso accade negli ultimi 10 anni.

Da notare la strana defaillance di team motorizzati Mercedes in Australia soprattutto di Force India che però anche nel 2017 non arrivò nella Q3. Poi non abbiamo altri dati in quanto Bottas è andato a muro e RB ha passato la tagliola della Q2 con le gomme SuperSoft e nella Q3 si è presentata con le UltraSoft. Nel 2017 Hamilton migliorò il tempo da Q2 a Q3 di 1,063 sec. e Vettel di 0,945 sec. Quest’anno il Britannico ha ottenuto un guadagno di 0,887 sec. e Raikkonen (che era secondo) di 0,679 sec. mentre Vettel ha segnato timing simili. Insomma c’è stato un certo ridimensionamento del ‘party-mode’ e Hamilton ha comunque compiuto il giro perfetto; la domanda da farsi è se le lamentele RB siano davvero rivolte verso la Mercedes…

Marco Asfalto

 

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