Pista difficile per due motivi: è molto stretta ed è tortuosa. Estremamente tortuosa. Oltre a comporsi di moltissime curve, inoltre, viene percorsa ad una velocità mediamente bassa, o almeno, ridotta rispetto agli altri tracciati del campionato.

Per questo motivo le vetture devono essere dotate di sistemi di deviazione dell’aria che per forza di cose tengano conto del cambio delle condizioni del flusso. Con questo intendo due cose principali:

  1. La pista che i piloti affronteranno domenica è quella con la percentuale di tempo trascorsa in curva più elevata di tutte. Rendiamoci conto che in Ungheria, pista ad alto carico, il valore era di 6 punti percentuali in meno: 44%. A Singapore viene raggiunto il 50% del tempo con volante ruotato.
  2. Le velocità medie sono più basse, come detto in precedenza. I deviatori di flusso che spingevano l’aria all’esterno fino ad oggi, i quali lavoravano bene a velocità medie più alte di quelle previste per il GP in arrivo, potrebbero non bastare per allargare adeguatamente il la corrente lenta che le monoposte troveranno sul circuito cittadino.

Queste due considerazioni generano, secondo me (è assolutamente una ipotesi) due conseguenze principali:

il flusso arriverà sulle vetture con una direzione non perfettamente parallela all’asse del corpo vettura e per una quantità di tempo non trascurabile, essendo che le auto affronteranno molte, anzi, moltissime curve. Il flusso distorto già dall’inizio potrebbe creare problemi e dovrà essere gestito con più cura: aumento dei soffiaggi.

 

Foto Alber Fabrega 

 

 Come è visibile in foto e, secondo una mia ipotesi, come è deducibile dall’osservazione numero 2, non avendo una grande efficacia su un flusso che è troppo lento per essere deviato con forza, le superfici dei deviatori devono ingrandirsi. In effetti, sulla Ferrari, sembrerebbe esser capitato proprio questo.

 

Oltre ai bargeboard le Ferrari ha modificato parte del fondo riducendo la prima soffiatura 

 

Come si verifica durante l’anno di campionato, capitano a volte delle piste che richiedono setup particolarmente dedicati.  Singapore, come Monza o come Montecarlo, fa parte di questa famiglia di tracciati. Si vedono soluzioni inedite e anche, a volte, un po’ stravaganti: ne è una dimostrazione la particolarissima evoluzione della Haas. Ad ogni modo, la F1 è miglioramento continuo per definizione e saremo attenti a misurare le performance delle due vetture per capire se ci saranno risultati. A presto con nuove notizie di tecnica!

Dell’ing. Aimar Alberto

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