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F1 Red Bull | La RB19 alza ancora l’asticella

I primi test pre-stagionali di F1 ci hanno raccontato di una Red Bull straordinariamente in forma, capace di far paura ai propri avversari tramite un ritmo di gara poderoso e un bilanciamento visivamente perfetto.

Dopo essersi nascosta durante le ultime settimane (ormai famosa la presentazione farsa avvenuta in quel di New York a inizio febbraio), la Red Bull ha finalmente svelato le sue carte, mettendo in pista la nuovissima RB19.

La monoposto che stiamo ammirando in questi giorni di test pre-stagionali presenta le medesime caratteristiche tecniche di quella che lo scorso anno ha conquistato entrambi i titoli mondiali. Il design dello scasso presente sotto le pance a scivolo è stato estremizzato ulteriormente, alzando notevolmente l’asticella del riferimento tecnico. Scasso che ricorda molto quello presentato più di trent’anni fa dalla Ferrari attraverso la sua F92A, che presentava un similare canale sotto le fiancate. Stesso concetto, seppur meno estremizzato, utilizzato dalla Toro Rosso nel 2011.

L’estremizzazione della Red Bull di tale concept permette ora di ampliare il flusso d’aria in grado di scendere lungo i fianchi della carrozzeria indirizzandosi verso lo spazio presente tra le ruote posteriori, che permette di far lavorare meglio diffusori e fondo.

Le pance ancora più rastremate presenti sulla RB19 sono probabilmente la diretta conseguenza della riduzione e la modifica del pacchetto di raffreddamento.

Red Bull tenta dunque di estendere ancora di più il già ampio gap che lo scorso anno la separava dal resto della griglia, complicando notevolmente i piani di quei team che, più o meno a partire dalla metà della scorsa stagione, avevano abbandonato la propria filosofia per inseguire quella Red Bull.

Essendosi l’asticella dei campioni del mondo spostatasi ancora più in alto, sarà ora compito di Ferrari e Mercedes riuscire a preparare delle vetture in grado di poter rendere meno scontato l’esito di un campionato che sembra già indirizzato verso Milton Keynes.

Guarda la nostra analisi nella rubrica tecnica di Formula 1 Garage

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