F1 – Le penalità inflitte lo scorso ottobre alla Red Bull in seguito allo sforamento del budget cap sono state ritenute da gran parte degli addetti ai lavori come “fin troppo leggere”. Dopo tutto, l’aver conquistato uno dei campionati più tesi e combattuti della storia solamente all’ultimo giro dell’ultimo gran premio non può che essere stato influenzato da una spesa maggiorata (seppur in minima parte) rispetto a quella degli avversari.

La Mercedes, capitanata da Lewis Hamilton e Toto Wolff, principali vittime dell’operato Red Bull, ha sin dalla pubblicazione della sentenza assunto un atteggiamento stranamente clemente e rispettoso nei confronti di quanto dichiarato dalla FIA. Che cosa abbia portato a tale comportamento da parte delle Frecce d’Argento ancora non ci è chiaro, ma possiamo immaginare che non sia stata esattamente la stessa reazione avuta dagli uomini della Ferrari e degli altri team.

Le sanzioni imposte a Red Bull, infatti, prevedevano una multa di 7 milioni di dollari da pagare alla FIA e una riduzione del 10% delle ore spendibili in galleria del vento (valida per 12 mesi). Essendo la multa già stata pagata, ed essendo già passati 3 dei 12 mesi con limitazioni in galleria del vento, possiamo a tutti gli effetti dire che ad oggi la Red Bull ha già scontato il 25% delle sue penalità. Possiamo anche stimare che entro la quinta gara del 2023 Red Bull sarà già arrivata a scontare metà delle sue penalità.

Stando a quanto dichiarato da Max Verstappen e soprattutto da Christian Horner, le limitazioni inflitte alla scuderia austriaca potrebbero costare circa mezzo secondo al giro in termini di velocità, costringendo di fatto la Red Bull ad una posizione di partenza inferiore rispetto a quella dei suoi competitor.

Che le parole di Horner e Verstappen siano semplicemente parte di una normale pretattica è fuori di dubbio, ma quanto effettivamente saranno state gravi le penalità inferte dalla FIA potrà dircelo solo la pista.

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