Il Presidente della FIA ha commentato su Twitter le recenti voci di un’offerta astronomica per l’acquisto della F1 da parte del PIF saudita.

La recente voce su una possibile offerta da parte del PIF, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, per l’acquisto dei diritti commerciali della F1 ha fatto parecchio scalpore. Secondo quanto riportato da Bloomberg, infatti, Liberty Media avrebbe rifiutato un’offerta astronomica di oltre venti miliardi di Dollari per il circus, rilevato poco più di sei anni fa per circa quattro miliardi e mezzo. Oltre alle inevitabili critiche intorno all’identità dei possibili acquirenti, anche la mastodontica valutazione effettuata dal PIF ha fatto storcere il naso a moltissimi, che ritengono la categoria regina ancora ben lontana da quelle cifre. L’indiscrezione ha allarmato perfino il Presidente della FIA, Mohammed ben Sulayem, che ha voluto esprimere il suo punto di vista sulla questione.

L’emiratino è intervenuto direttamente sull’argomento attraverso il suo profilo Twitter: “In qualità di ente regolatore del motorsport e di organizzazione non-profit, la FIA rimane cauta riguardo alla presunta valutazione inflazionata di venti miliardi di Dollari associata alla F1. Ad ogni potenziale acquirente è richiesto di utilizzare il buonsenso, prendere in considerazione il bene dello sport e presentarsi con un piano chiaro e sostenibile. Non bastano molti soldi. E’ un nostro dovere valutare quale sarebbe l’impatto per i promoter in termini di incremento delle tasse di organizzazione di un Gran Premio e altri costi commerciali. Oltre a ciò, bisogna considerare eventuali impatti negativi che potrebbe avere sugli appassionati“.

“In tutta onestà…” – ha proseguito ben Sulayem, citato da Autosport“…credo che sia una valutazione gonfiata ed esagerata. Bisogna utilizzare un po’ di buonsenso e chiedersi se la F1 vale davvero così tanto. In quel caso, si dovrebbe modificare il sistema per recuperare quei soldi aumentando i costi per i promotori locali. Bisogna avere un piano e utilizzare la razionalità e la logica, i soldi non bastano. Comunque per ora si tratta solo di voci. Allo stesso tempo, credo che la FIA debba essere coinvolta nelle discussioni e consigliare gli interlocutori, perché il campionato è sotto la nostra proprietà. E’ vero che abbiamo dato in leasing i diritti commerciali, ma voglio essere sicuro che ci sia chiarezza per il futuro.”

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