La Ferrari in questa nuova stagione si è dimostrata il team più emergente. Dopo aver vinto la gara in Bahrain con una doppietta e averla quasi replicata in Arabia, quella che arriva in Australia per il terzo appuntamento del Mondiale di Formula 1 è una Ferrari solida e finalmente competitiva.

Ciò che è subito saltato all’occhio, è la capacità di reagire agli imprevisti nati a causa dei nuovi regolamenti del 2022 che hanno portato alla progettazione di nuove auto ad effetto suolo. Il nuovo circuito all’Albert Park presenta molte novità.

Nel nuovo circuito in Australia che presenta novità quali nuovo manto stradale, 4 zone DRS e aggiunte di curve a 90 gradi, conteranno moltissimo frenata e trazione, insieme all’efficienza aerodinamica.

Con determinate caratteristiche, sarà importante scegliere adeguamenti giusti rispetto agli assetti usati in passato.

Porpoising e il nuovo asfalto

Il del porpoising è stato tra i principali flop di questo inizio di stagione, con alcuni team che ancora stanno cercando di contenerlo, come la Mercedes. La Ferrari, invece, è tra chi ha saputo trovare velocemente una soluzione con il giusto bilanciamento.

“Il circuito di Albert Park, considerato il livello di efficienza aerodinamica che richiede, è molto vicino a ciò che può definirsi un tracciato da medio carico. Propone un interessante mix di curve lente e veloci con rettilinei abbastanza lunghi ed è una pista che predilige una buona trazione. Il nuovo layout, che si attende significativamente più veloce, potrebbe portare all’abbassamento del tempo sul giro di svariati secondi. Molte curve, infatti, sono state modificate e rese più aperte nel raggio.

Ci aspettiamo quindi che le vetture siano molto più rapide in percorrenza”, commenta così David Sanchez, responsabile del concept di veicolo.

“Considerando che il vecchio asfalto era molto sconnesso, sarà importante verificare fin dalle prove libere lo status del fenomeno del porpoising”, prosegue. “Anche se a un primo sguardo queste monoposto possono sembrare semplici, si tratta di progetti estremamente complessi che ci hanno posto davanti a sfide davvero intriganti.

Direi che siamo riusciti ad anticipare diverse di queste con un discreto esito e che il team è riuscito a reagire in maniera velocissima quando si è trovato di fronte un imprevisto, come è stato il caso del porpoising. L’altro aspetto che mi ha colpito è quanto siano vicini i valori di competitività tra noi e il nostro principale avversario nonostante due vetture completamente diverse sviluppate partendo da un foglio bianco”. 

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