Ferrari F1 – L’imminente Gran Premio del Brasile, nonostante arrivi a stagione praticamente terminata, potrebbe rappresentare un importantissimo riferimento per i team in vista di questo e del prossimo campionato.

Le vetture che vedremo sulla griglia di partenza nel 2023 saranno le dirette discendenti di quelle attuali; pertanto, concludere bene la stagione in corso in termini di sviluppi e di capacità di estrarre il massimo potenziale dalla monoposto è più che mai fondamentale.

Cosa ci ha detto il Messico

Proprio a questo proposito la Ferrari è chiamata a dare importanti risposte dopo la debacle messicana, gara nella quale non solo si è per l’ennesima volta dimostrata inferiore (e anche di parecchio) alla Red Bull, ma anche alla Mercedes. Gli ormai noti problemi di affidabilità alla power unit hanno compromesso le prestazioni della F1-75 all’Autodromo Hermanos Rodriguez, costringendo i tecnici della rossa ad abbassare la potenza del proprio propulsore e relegando la Ferrari a terza forza in pista.

Al contrario, la W13 targata Mercedes, nota per la sua grande difficoltà nel trovare efficienza aerodinamica, ha saputo sfruttare perfettamente la minor densità dell’aria situata ai 2000m di altezza dal livello del mare del circuito messicano, così come aveva sempre fatto la Red Bull negli anni precedenti. Durante l’era ibrida, infatti, le vetture di Milton Keynes avevano sempre potuto vantare un buon telaio e un corpo vettura capace di produrre un incredibile carico aerodinamico, non altrettanto eccelso però in termini di efficienza. Oggi, invece, Max Verstappen e Sergio Perez possono contare su una monoposto estremamente efficiente dal punto di vista aerodinamico e talmente superiore nel suo complesso rispetto al resto delle vetture da non risentire affatto dell’”effetto Messico”.

La situazione del mondiale Costruttori

L’attuale gap tra Ferrari e Mercedes nella classifica costruttori è di 40 punti, una cifra che non dovrebbe mettere in pericolo il secondo posto del cavallino, considerato anche che da questo weekend il motore superfast dovrebbe tornare a girare ai regimi abituali.

Subito dietro ai top team, troviamo invece la lotta per il quarto posto tra Alpine e McLaren: a livello generale, l’Alpine potrà contare nelle due rimanenti gare su una vettura lievemente superiore, mentre le speranze del team inglese sono tenute vive quasi esclusivamente dalle performance e dai punti portati da Lando Norris.

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