L’ex pilota della Ferrari ha sparato a zero sulla F1 e sul motorsport europeo in generale, reo di essere troppo costoso e quasi inaccessibile.

La sessione di test organizzata dalla Ferrari sul circuito di Fiorano ha segnato la prima e (probabilmente) ultima uscita al volante di una vettura di F1 per Giuliano Alesi. La Scuderia ha infatti confermato che il francese classe ’99 abbandonerà la Ferrari Driver Academy per trasferirsi in Giappone, dove competerà con ogni probabilità nella Super Formula Lights (ex F3 giapponese) e nel Super GT. I motivi di questo addio all’Europa sono stati rivelati dal padre di Giuliano, l’ex pilota della Ferrari Jean Alesi, che non ha risparmiato pesanti critiche al motorsport del vecchio continente e alla sua categoria regina, la F1.

“Se si considera cosa accade in Europa, non esiste la meritocrazia.” – ha tuonato il franco-siciliano “Tutto ciò che devi fare è pagare, pagare e ancora pagare. Penso che sia una follia, questo è l’unico sport al mondo in cui bisogna pagare per giocare. In Giappone mi sembra tutto più equo e Giuliano correrà quasi ogni fine settimana, mentre in Europa ciò non è più fattibile, se non spendendo tantissimi soldi. Sono comunque davvero contento che mio figlio abbia potuto guidare una Ferrari di F1″.

Alesi ritiene dunque che l’intero sistema del motorsport, F1 in primis, debba essere reso più accessibile e meno dispendioso: “Oggi bisogna essere un miliardario e comprare una scuderia per far guidare il proprio figlio, altrimenti non si raggiungerà mai la F1. Molti sedili sono occupati da piloti gestiti da Toto Wolff o Frédéric Vasseur. Fortunatamente c’è la Ferrari, che fornisce i motori ad alcuni team e quindi può prestare i suoi piloti. Mick Schumacher ha ottenuto il sedile grazie alla vittoria del campionato di F2, ma senza il supporto di Maranello non sarebbe stato possibile. Pérez è arrivato quarto in campionato con un budget da 15 milioni di dollari, eppure sarebbe rimasto senza sedile se la Red Bull non l’avesse preso. Questa situazione deve cambiare: non è possibile che Hamilton debba lottare come un matto per essere pagato quanto merita e che i giovani piloti debbano spendere tantissimi soldi per entrare nel circus”.

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