Nelle prove libere del venerdì di Singapore la Mercedes prova a dettare legge e chiude la giornata con il primo tempo di Rosberg. 1:44:152 per il pilota tedesco al 200° GP in carriera che precede Kimi Raikkonen ottimo secondo a poco più di due decimi. Dietro di loro Verstappen con la Renault che presenta una nuova power unit potenziata costata tre gettoni. Il motore evoluto è stato affidato al giovane olandese, niente invece per Ricciardo, che chiude comunque al quarto posto. Quinto Vettel che nella seconda sessione ha fatto più fatica a trovare il setup giusto. Lavoro differenziato e alternato per i piloti della Ferrari che si sono alternati nelle prove di long run con gomma supersoft e ultrasoft. Più indietro la Mercedes di Hamilton, attardato nella FP2 da un problema idraulico che non gli ha permesso di completare più che pochi giri.

Le tre scuderie di vertice sono tutte molto vicine, e la lotta per la pole position è più aperta del solito. Ferrari e Red Bull sono in buona posizione per lanciare un attacco a Mercedes sia in qualifica che in gara. Su una pista come questa la differenza la farà l’abilità di interpretare al meglio la strategia e la rapidità con cui ci si saprà adattare agli imprevisti. La Safety Car è sempre intervenuta nelle edizioni precedenti del Gran Premio, e questa volta non sarà diverso.

La pista è complicata, lunga e fisicamente impegnativa. 23 curve con i muri a un passo e l’aria bollente della pista che rimane imprigionata tra i guard rail presentano una prova fisica considerevole. L’asfalto non presenta per ora un problema particolare per le gomme, ma è quello tipico dei circuiti cittadini, in continua evoluzione nel corso delle sessioni. Per ora non si registra un degrado eccessivo per le gomme.

Un capitolo a parte per i freni. Il consumo dei dischi in particolare genera qualche preoccupazione. Su questa pista il problema sono le frenate continue, che per quanto non particolarmente intense non danno tempo ai dischi di raffreddarsi a sufficienza. Il guaio è la temperatura media, ci dicono dalla Brembo. Nonostante l’utilizzo delle prese d’aria più grandi di tutto il campionato la media dei dischi raggiunge punte di 550°C. Nel range ottimale il consumo è minimo, circa un millimetro nel corso di tutta la gara (i dischi sono di 28 mm). Oltre i 600° invece si può innescare un degrado anomalo del disco, che può portare a problemi seri. I tecnici della casa italiana (che forniscono 7 degli undici team della Formula 1) sottolineano come questo sia uno dei circuiti più severi per l’impianto frenante insieme al Messico, Montecarlo, Abu Dhabi e Bahrain, e ci dicono che molti dei piloti montano piccoli display sul volante per monitorare la temperatura dei freni. Una informazione fondamentale da tenere sotto osservazione durante tutta la gara sia per il pilota che per gli ingegneri di pista.

Domani e’ previsto l’arrivo del nuovo boss della Formula 1, rappresentante del gruppo Libery Media che ha siglato l’accordo di acquisto con Ecclestone e l’attesa è tutta per le sue prime parole sull’operazione e la direzione che tutto il circus ha intenzione di intraprendere nel futuro.

L’appuntamento è con le qualifiche alle 15 italiane.

Stefano De Nicolo’

 

 

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