Il pilota tedesco ha sfoggiato in Spagna una prestazione degna di un quattro volte campione del mondo. Cuore, strategia e rabbia per un settimo posto che ha un sapore di rivalsa per Sebastian Vettel.

Nel caldo rovente della Catalogna, Lewis Hamilton ha dominato e ha preso il largo in classifica piloti. Alle sue spalle, Verstappen, autore anche egli di una gara perfetta, è stato l’unico uomo in pista non motorizzato Mercedes a non subire l’onta del doppiaggio. Se solo Max disponesse di una W11, assisteremmo ad uno scontro epico, i fantasmi tornerebbero a diventare demoni per Lewis.
Risvegliamoci da un sogno di una F1 combattuta, guardando in faccia ad una realtà dove le monoposto non riescono nemmeno a stare in scia e in cui non basta neanche più il DRS per assistere a GP scoppiettanti. Le regole attuali impediscono di ridurre il gap, pertanto solo le pressioni delle mescole Pirelli rappresentano l’unica variabile per capovolgere i valori in pista. Il nothing to lose di Vettel docet! 

Puntiamo, allora, lo sguardo alle retrovie, dove la Ferrari è stata in lotta sin dalle prime curve con le AlphaTauri. Le fashion Toro Rosso, avete capito bene. Su un circuito senza particolari punti di sorpasso, la noia di un trenino di Ferragosto ha portato molti appassionati a chiedersi perché avessero scelto di non andare al mare o in montagna. Tutti in attesa di un lampo, di una strategia vincente, di un qualcosa che desse un senso ad una calda domenica di agosto davanti alla TV: e quel motivo ce lo ha regalato Sebastian Vettel.

Lampo di genio Vettel

Il tedesco ha coccolato le sue mescole soft in modo magistrale, nonostante la confusione di un muretto box Ferrari che ha continuato a brancolare nel buio. Uno dei misteri più oscuri rimane come Iñaki Rueda possa ancora avere un ruolo nell’organigramma Ferrari. Lo stratega spagnolo ha fallito quando la Scuderia lottava ai vertici ed oggi, nel caotico centro gruppo, continua a non essere un valore aggiunto per la squadra.

VettelSebastian Vettel si è, infatti, adirato in un team radio per le scombinate strategie del muretto che, piuttosto che supportare il pilota con i noti dati alla mano, lo hanno portato a rischiare anche la settima posizione. Sei punti per il tedesco, ma frutto di una sua personale intuizione. In tanti lo danno per finito, ma Seb può dare ancora tanto a questa Formula 1. Raggiunti, inoltre, i 3000 punti in carriera, secondo nella storia, dopo Lewis Hamilton, a tagliare questo traguardo prestigioso.

La sincerità di Seb

Le abbiamo provate tutte in quella fase, ho pensato che potessimo correre il rischio perché non avevamo nulla da perdere. Ho deciso di gestire le gomme per cucire il gap con chi stava davanti. Mi hanno detto di spingere forte per 3-4 giri, poi mi hanno detto di fare il contrario e quello è stato un momento strano alla radio. Ci abbiamo provato e ha dato dei frutti, eravamo in 10a posizione e ci è andata bene perché abbiamo corso quel rischio, quei punti sono buoni. Essere doppiati ci ha aiutati, c’è stato un giro in meno e la gomma è arrivata alla fine. Cosa deve pensare Ferrari dopo questo weekend? Il mio parere ormai non è più importante”.

Capitolo Leclerc

Il monegasco è stato autore della solita gara combattiva, ma a tradirlo in Spagna è stato un problema elettrico della SF1000. Un rischioso testacoda in curva, il cambio bloccato in terza marcia e tanti saluti alla possibilità di portare dei punti preziosi a casa. Per la Rossa è arrivato il doppiaggio in pista e il sorpasso di Racing Point (e McLaren) nei costruttori; risulterà difficilissimo arrivare terzi in classifica se non dovessero arrivare sostanziali aggiornamenti nei prossimi GP.

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