Quattro vittorie su quattro GP disputati, la Mercedes ha lasciato le briciole agli avversari anche nel GP di Silverstone. Nonostante l’arrivo su tre ruote, Hamilton si è confermato sempre più leader del mondiale F1 2020.

Il primo atto di Silverstone ci ha regalato poche emozioni, se non nel finale, a causa dello scoppio delle anteriori sinistre Pirelli. Bottas, di nome e di fatto, vede allontanarsi le sue misere chance di titolo mondiale F1. Il pilota finlandese, undicesimo al traguardo, dovrà augurarsi uno 0 di Hamilton per ricucire un distacco in classifica piloti di ben 30 punti.

Il “lucky boy” di giornata è stato Lewis Hamilton che, su tre ruote, ha colto la sua settima vittoria in casa. Alle sue spalle un Max Verstappen che ha provato sino all’ultima curva a raggiungere Hamilton, ma un pit stop di troppo (forse necessario), lo ha estromesso dalla lotta per il primo posto.

Indomito Leclerc

Caparbio e sempre concentratissimo nella gestione della mescola, Charles Leclerc è stato capace di acciuffare il suo secondo podio stagionale. Nonostante un mondiale già scritto, una SF1000 deludente e un team in evidente difficoltà, il monegasco non ha mai mollato e il terzo posto è stato un risultato sorprendente, che ha premiato i suoi sforzi.

Pacato e maturo in conferenza, Charles Leclerc ha dichiarato: “Per me è stato un colpo di fortuna, ma al di là di questo abbiamo fatto il meglio che potevamo fare oggi. Sono molto contento di come ho saputo gestire le gomme fin da inizio gara. Sono molto contento anche del bilanciamento della macchina. Abbiamo visto il potenziale delle prestazioni della macchina”.

Per Leclerc anche un quarto posto sarebbe stato un risultato positivo e questo la dice lunga sulla situazione attuale della Scuderia Ferrari.

 

Quale futuro per Sebastian Vettel?

Sebastian Vettel è partito decimo ed è arrivato in decima posizione, chiudendo un weekend ricco di problemi tecnici con un solo punticino. Nel paddock si inseguono le voci sul suo futuro: in molti sarebbero curiosi di vedere la terza fase di carriera di Seb.

Nella prima, all’interno della famiglia Red Bull, si è dimostrato un manico. Quattro titoli mondiali vinti, auto pazzesca? Idem vale per Lewis Hamilton, che dal 2014 corre su una Mercedes spaziale. La W11 è solo l’ultima di una serie di vetture inavvicinabili dalla concorrenza.

Ad oggi, nella sua seconda fase in Ferrari, solo Schumacher e Lauda hanno vinto più GP in carriera di Vettel. Un pilota capace di conquistare 53 GP e collezionare 120 podi in una categoria dove è difficile anche solo vincere 1 GP o arrivare a podio, vedasi Hulkenberg, non può essere diventato un “brocco”. Sebastian è alla ricerca del “pacchetto giusto” per ritornare ai suoi livelli nel 2021.

Ferrari, il tempo degli alibi è finito

La Ferrari, invece, è pronta a lavorare a testa bassa e d’ora in avanti dovrà farlo senza alibi. L’abbandono dell’orizzontalità voluta da Marchionne, a favore di una struttura riorganizzata in modo verticale, darà maggiori responsabilità agli uomini al comando dei vari reparti tecnici.

Mattia Binotto ha ammesso in una recente intervista: “Non sono più il direttore tecnico, ora sono solo il team principal”, lanciando un messaggio importante all’intero gruppo della GeS.

Un augurio finale di pronta guarigione a Sergio Perez positivo al Covid-19, ti aspettiamo in pista Checo!

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