In data 11 febbraio è iniziata ufficialmente la stagione 2020 di Formula 1, con la presentazione della nuova monoposto del Cavallino.

In attesa della Mercedes, regina incontrastata dell’era ibrida della Formula 1, la Ferrari ha svelato la sua ultima creazione nella location d’eccezione del teatro Valli di Reggio Emilia. Buona la prima verrebbe da dire, oltre alla musica ed ai balletti che hanno accompagnato l’unveiling, c’è una rossa dal nome celebrativo e dal carattere distintivo. La Ferrari SF1000 non è una fotocopia della SF90, come può apparire ai più. Per ragioni strategiche la Ferrari ha tenuto nascoste alcune soluzioni che avrebbero aiutato la concorrenza a comprendere lo sviluppo tecnico intrapreso della neonata di Maranello. L’auto, tuttavia, ha mostrato un muso molto simile alla monoposto che ha corso nel 2019.

f1 ferrari SF1000Dato che il regolamento tecnico è rimasto invariato, tutte le monoposto di quest’anno saranno un’evoluzione di quelle dello scorso campionato. La Ferrari ha deciso di conservare i lati positivi della vettura che ha collezionato 9 pole position e 3 vittorie nella scorsa annata, sperando di correggere gli aspetti tecnici che hanno limitato la SF90. Dal palco del teatro Romolo Valli la SF1000 è apparsa più snella sulle fiancate, una dieta dimagrante che si combina con le innovazioni sotto pelle che promettono un abbassamento del peso complessivo del corpo vettura. Una scatola del cambio più corta ed efficiente, un nuovo sistema di raffreddamento con radiatori accoppiati più piccoli e leggeri per garantire maggiore affidabilità ed uno smaltimento del calore migliore.

Largo al “rake”

La Ferrari SF1000, inoltre, è sembrata più aggressiva, e questo grazie ad un assetto “rake” molto accentuato, essenziale per recuperare quel carico aerodinamico che nel 2019 la Ferrari ha smarrito in numerosi weekend. L’auto appare più rialzata sul retrotreno, più “puntata” sull’anteriore, come un toro che mira a testa bassa il suo torero, esattamente come quella Red Bull che ha fatto dell’impostazione “picchiata” il suo punto di forza.
Quel genio di Adrian Newey lanciò nel 2010, sulla RB7, l’assetto “rake”. Il fondo della vettura risultava più inclinato di qualche grado e ciò consentiva alla Red Bull di generare un carico aerodinamico in curva incredibile. Il resto è una storia di trionfi che Sebastian Vettel custodisce nel suo cuore.

Ferrari

Vi ricordate il principale limite della Ferrari SF90?

Nel corso della scorsa stagione Sebastian Vettel e Charles Leclerc si sono lamentati della mancanza di carico aerodinamico che emergeva su tutti i tracciati caratterizzati da curve lente, sui quali la Ferrari faceva fatica a tenere il passo di Mercedes e Red Bull.
La SF90 era un auto che volava sul dritto, soprattutto dopo l’evoluzione post pausa estiva, ma che faticava tremendamente nei tratti misti. A tal proposito la Ferrari SF1000 ha optato per un passo più corto di 3 cm. Il passo è la distanza che intercorre tra i due assi delle ruote ed influisce sulla stabilità del veicolo variandone il comportamento dinamico. Un’auto a passo lungo presenta una minore sensibilità ai trasferimenti di carico fra l’anteriore ed il posteriore, determinando un comportamento in curva più progressivo ma meno agile. Una vettura a passo corto, invece, garantisce una maggiore immediatezza di guida nei passaggi stretti e nelle curve più lente, quelle che facevano soffrire la SF90. Se la Ferrari nel 2020 riuscisse a bilanciare la performance sul dritto della predecessora con una vettura più agile e reattiva nelle curve strette, a Maranello potrebbero aver rivoluzionato (forse sin troppo) il concept imperfetto della SF90.

Ferrari SF1000

Calendario imprevedibile

Il campionato 2020 di Formula 1 sarà il più lungo di sempre, con 22 tappe e 2 GP inediti che rappresentano un’incognita per tutti i team. Vietnam e Olanda saranno 2 round imprevedibili, così come lo svolgimento effettivo del GP di Cina in nuova data. Sarà un’annata lunga ed appassionante, con una seconda parte di stagione, after summer break, che potrebbe ribaltare completamente la classifica e l’andamento della prima metà di campionato.
La Ferrari, come ricordato da Binotto, ha osato, estremizzando al massimo dei concetti tecnici che hanno permesso al Cavallino di chiudere la scorsa stagione in crescendo. Il riferimento esplicito del team principal e dell’amministratore delegato al progetto 2021 dimostra, infine, l’impegno che la Scuderia italiana sta portando avanti per il futuro, perché la Ferrari è la Formula 1 e così sarà anche negli anni avvenire.

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