L’ex amministratore delegato di FCA e presidente della Ferrari si è arreso dopo un’agonia di una settimana

La notizia era nell’aria ormai da giorni, si parlava di condizioni irreversibili ma purtroppo è giunta poco fa l’ufficialità: Sergio Marchionne si è spento a Zurigo all’età di 66 anni. Era stato ricoverato in Svizzera il 27 giugno per un intervento alla spalla destra. Poco prima, la sua ultima apparizione pubblica a Roma, dove aveva consegnato una Jeep all’Arma dei carabinieri.

L’operazione era andata a buon fine, ma una decina di giorni fa sono sopraggiunte complicazioni postoperatorie che hanno fatto precipitare le sue condizioni nel giro di pochissimo tempo. La gravità della situazione era venuta allo scoperto sabato, quando John Elkann ha emesso un comunicato nel quale si dichiarava ”profondamente addolorato” per le condizioni di Sergio. Nel pomeriggio di sabato, al Lingotto, erano stati decisi i nomi dei suoi sostituti al ponte di comando di FCA e Ferrari vista l’impossibilità di Marchionne nel tornare al lavoro.

Sergio era stato eletto AD di Fiat nel 2004, ed in poco tempo è riuscito a risollevare il marchio torinese da una situazione assolutamente drammatica, vicina al fallimento. In ambito sportivo, lo stesso gli è riuscito con la Ferrari, della quale è diventato presidente a fine 2014 in sostituzione di Montezemolo. Ha riportato la rossa in lotta per il mondiale nel giro di un paio di stagioni, puntando su una struttura formata da ingegneri italiani per risaltare la forza del tricolore all’interno del mondo della Formula 1.

Non ci resta che porre le più sentite condoglianze alla sua famiglia e ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto non solo per l’automobilismo, ma per l’Italia in generale.

CIAO SERGIO!

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