“Fine tuning”: è questo il leit-motiv Ferrari alla ripresa dei test in pista per la settimana conclusiva del pre-season in quel di Barcellona. Tanti giri (168, record in coabitazione con Felipe Massa) per Sebastian Vettel, focalizzati in mattinata su stint brevi (6-9 giri) e gomme Medium (cercando il best-time ogni volta in un settore

diverso della pista, rallentando visibilmente negli altri due, ma sempre “attenzionando” particolarmente il T3, quello più “ostico alle Ferrari del passato più recente), per passare nel pomeriggio a serie di giri più lunghe (10-15) su gomme Pirelli Yellow Soft:

da mettere a referto anche una serie più lunga (oltre 30 giri), sempre su gomme Soft, con l’intento di testare il drop-off della mescola. E proprio da qui possiamo prendere spunto per un’analisi che vada al di là dei tempi (ancora poco veritieri:

soli 6 millesimi tra la Red Bull di Ricciardo su mescola UltraSoft Purple e la Ferrari di Vettel con gomma Soft fa pensare che “si stia giocando” ancora parecchio). Infatti, in un determinato frangente del pomeriggio, abbiamo avuto per la prima volta Ferrari e Mercedes in condizioni “presumibilmente quasi analoghe” (non si conoscevano quantitativi di benzina e giri compiuti fino ad allora su quei determinati treni di gomme): gomme Soft ed uno stint di 15 giri circa (va detto che Vettel, proseguendolo oltre il giro 30, ha dimostrato di aver imbarcato un quantitativo di carburante almeno pari ai 35-40 giri, ma sappiamo che anche Mercedes, solitamente, scende in pista nei test con serbatoio sempre “abbastanza” pieno). Partendo entrambi da tempi nell’ordine dell’1:22, in quel momento Bottas

infliggeva al tedesco della Ferrari quasi 5 decimi di distacco sul giro. Come detto, Bottas s’è fermato al 15° giro mentre Vettel ha proseguito per un numero di tornate almeno doppio (passando dall’1:22 iniziale fino all’1:25 finale), ma potrebbe essere comunque un segnale del fatto che Mercedes voglia nascondersi “gettando la bomba” (e la pressione) dell’essere i favoriti in “campo avversario” (vanno lette in questa chiave le dichiarazioni finali di Hamilton che vede la Rossa “come la favorita per Melbourne, con Mercedes e Red Bull subito dietro”).

Va detto che gli uomini guidati da Maurizio Arrivabene (che oggi ha compiuto 60 anni, auguri!) non si stanno facendo per nulla intimorire da simili “giochetti”, ed hanno proseguito “a testa bassa” il loro lavoro: quello di “capire” i cicli termici e la durabilità di queste nuove Pirelli 2017 (impiegate in mattinata anche telecamere termiche). Qualche dato sulle Soft, così, possiamo “probabilmente” averlo visto in pista: con una buona quantità di carburante, il “ciclo di vita” ideale del compound “giallo” dovrebbe attestarsi sui 15 giri. Detto delle novità di dettaglio per Red Bull (un nuovo taglio sul fondo per una macchina che sembra ancora “molto nascosta”, nonostante il secondo tempo odierno di Daniel Ricciardo) e Mercedes (nuovi sidepods e aggiornamenti ai deviatori di flusso)

attendiamo di vedere quelle escogitate dagli uomini di Maranello (secondo voci non confermate, oggi avrebbe dovuto esordire la nuova PU del Cavallino, quella dotata del nuovo sistema d’iniezione diretta Magneti Marelli a “doppia ancora”. Positive, comunque, le velocità massime di Vettel). Domani torna in pista Kimi Raikkonen, completamente ristabilito dall’influenza, alla ricerca di quei dati utili a trovare la “sintonia giusta” della Rossa con le sue legittime ambizioni.

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

A proposito dell'autore

Professionista del settore Sviluppo e Gestione Risorse Umane, appassionato "fino al midollo" di Motorsport e Automotive, vorrebbe far confluire queste due competenze nel "lavoro dei sogni". Perché " se lo puoi sognare, lo puoi fare". LinkedIn: https://it.linkedin.com/pub/giuseppe-saba/103/260/51b Twitter @saba_giuseppe

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