di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

Pole position col “giallo”: quello del colore delle bandiere esposte, all’ultimo giro, per il testacoda di Fernando Alonso, che di fatto ha fatto abortire il giro a tutti i contendenti per la Q3. “Quasi” tutti: Nico Rosberg, secondo le parole del Team Principal Mercedes Toto Wolff, “alza il piede” quel tanto che basta per dimostrare un rallentamento nel tratto in cui era stata esposta la doppia bandiera gialla. Salvo successivi interventi da parte degli steward della Federazione (al momento non c’è stata ancora la convocazione del tedesco) la pole dovrebbe rimanere ad appannaggio del capoclassifica iridato, davanti al compagno di squadra Hamilton (che ha rischiato, per via di un lungo alla chicane, di essere eliminato dalla Haas di Grosjean in Q2) e a Daniel Ricciardo. E proprio la Red Bull, per bocca di Christian Horner, è una delle squadre a recriminare di più per il “yellow gate”: l’australiano, infatti, ha dovuto abortire il suo giro quand’era “tre decimi e mezzo più veloce rispetto a quello precedente”, con quindi la seria possibilità di giocarsi la pole su una pista in progressivo asciugamento. Il DT del team anglo-austriaco ha così invocato il controllo della telemetria della Mercedes numero 6 da parte dei commissari, alla ricerca di un’eventuale penalizzazione in griglia che porterebbe il suo pilota in prima fila. L’altra Red Bull, quella del (fino ad allora) impeccabile Max Verstappen, ha invece commesso un grossolano errore nel momento decisivo, rallentando troppo per prendersi spazio da Bottas e passando, così, sotto alla bandiera a scacchi, non avendo perciò modo di migliorare il suo 4° tempo. Errore marchiano, quello del giovane olandese, che fa il paio con quelli di colleghi ben più esperti, come Felipe Massa, uscito durante la Q1 bagnata con “modi da principiante” e causa di una delle quattro bandiere rosse d’una sessione quasi “infinita”. Alle spalle dei duo di Mercedes e Red Bull troviamo la prima Ferrari, quella di Sebastian Vettel, anch’esso pieno di rimpianti per l’occasione mancata (secondo il tedesco, il suo ultimo giro era quantomeno a livello di quello di Ricciardo), che ha definito l’ultima sessione (citazione testuale) “un bel casino”. “Casino” che, per l’ennesima volta, devono aver commesso al muretto Ferrari quando calcolavano il timing giusto per permettere all’altro ferrarista, Kimi Raikkonen, di non prendere la bandiera a scacchi della Q2, relegando così il finnico ad una gara in salita, partendo dalla 14^ posizione. Dietro ad un ottimo Carlos Sainz (6° con la Toro Rosso) troviamo le due McLaren-Honda, arrivate in Q3 grazie alle condizioni d’asfalto umido del tracciato. E Alonso (7° davanti al compagno Button, 8°) s’era trovato, grazie ad una guida impeccabile sulla pista in via d’asciugamento, anche in posizioni ben più nobili della classifica, ma ha successivamente vanificato tutto in Q3 “girandosi” dopo aver toccato un cordolo ancora umido, e causando così il “fattaccio di giornata” delle bandiere gialle. A chiudere la top-ten la Force India di Hulkenberg e la Williams “superstite” di Bottas. Se i commissari confermeranno questa griglia di partenza, per domani attendiamoci un Hamilton molto “arrabbiato”, che vorrà riprendersi il “maltolto” col coltello tra i denti, ed un Ricciardo che lotterà per “riprendersi i galloni” di pilota più veloce in squadra rispetto al sempre più “fastidioso” (per le sue ambizioni) Verstappen. Con la Ferrari di Vettel che “spera”, in condizioni di temperatura dell’asfalto ancora più alte di quelle delle FP3 (dove erano stati raggiunti i 50 gradi), di ritrovare quel “briciolo” di competitività in più che possa metterla nelle condizioni di lottare almeno per il gradino più basso del podio, visto che quello più alto appare, allo stato attuale, una mera utopìa.

 

QUALIFICHE GRAN PREMIO D’UNGHERIA F1 2016:

Pos No Driver Car Q1 Q2 Q3 Laps
1 6 Nico Rosberg ROS Mercedes 1:33.302 1:22.806 1:19.965 29
2 44 Lewis Hamilton HAM Mercedes 1:34.210 1:24.836 1:20.108 28
3 3 Daniel Ricciardo RIC Red Bull Racing TAG Heuer 1:39.968 1:23.234 1:20.280 27
4 33 Max Verstappen VES Red Bull Racing TAG Heuer 1:40.424 1:22.660 1:20.557 27
5 5 Sebastian Vettel VET Ferrari 1:35.718 1:24.082 1:20.874 25
6 55 Carlos Sainz SAI Toro Rosso Ferrari 1:36.115 1:24.734 1:21.131 28
7 14 Fernando Alonso ALO McLaren Honda 1:35.165 1:23.816 1:21.211 28
8 22 Jenson Button BUT McLaren Honda 1:37.983 1:24.456 1:21.597 25
9 27 Nico Hulkenberg HUL Force India Mercedes 1:41.471 1:23.901 1:21.823 24
10 77 Valtteri Bottas BOT Williams Mercedes 1:42.758 1:24.506 1:22.182 26
11 8 Romain Grosjean GRO Haas Ferrari 1:35.906 1:24.941 18
12 26 Daniil Kvyat KVY Toro Rosso Ferrari 1:36.714 1:25.301 21
13 11 Sergio Perez PER Force India Mercedes 1:41.411 1:25.416 16
14 7 Kimi Räikkönen RAI Ferrari 1:36.853 1:25.435 20
15 21 Esteban Gutierrez GUT Haas Ferrari 1:38.959 1:26.189 18
16 12 Felipe Nasr NAS Sauber Ferrari 1:37.772 1:27.063 21
NC 30 Jolyon Palmer PAL Renault 1:43.965 9
NC 19 Felipe Massa MAS Williams Mercedes 1:43.999 7
NC 20 Kevin Magnussen MAG Renault 1:44.543 9
NC 9 Marcus Ericsson ERI Sauber Ferrari 1:46.984 5
NC 94 Pascal Wehrlein WEH MRT Mercedes 1:47.343 9
NC 88 Rio Haryanto HAR MRT Mercedes 1:50.189 9

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