Dopo aver vissuto delle giornate ‘SOTTO IL SEGNO DEL PERICOLO’ (Clear and Present Danger) la Sauber si riscatta esattamente come il protagonista del noto Film ,Jack Ryan, interpretato da Harrison Ford, che alla fine riesce a salvare una parte delle suo Commando e così anche il Team Elvetico riesce a mettere in salvo corsa e punti, qualcosa di inaspettato visto come era iniziato il week end. Tutto è iniziato con la vicenda del Pilota Van Der Garde (ex Caterham), che, forte di un contratto con la Sauber che gli garantiva il posto da titolare nel 2015, si rivolge alla Corte Suprema di Victoria ottenendo un’ingiunzione nei confronti della Squadra, la quale è obbligata a metterlo nella condizione di correre, a tale scopo il Pilota Olandese che non possiede neppure il Pass di accesso al circuito, viene accolto in Scuderia e gli viene fatta indossare la tuta di Marcus Ericsson (anch’egli ex Caterham), gli viene approntato un sedile ma poi si scopre che non possiede la super licenza per cui non può correre volente o nolente. Gran pasticcio, poi risolto probabilmente con un accordo economico, che ha combinato la Sauber perché nel frattempo aveva messo sotto contratto anche Felipe Nasr, la colpevole di tutta la faccenda in teoria dovrebbe essere la Team Manager Monisha Kaltenborn (ma probabilmente la colpa non è tutta la sua…), che in questi giorni durante la conferenza stampa era palesemente agitata, visto che il Tribunale aveva paventato la possibilità di un suo arresto oltre che il sequestro di tutto il materiale, con i danni che potete immaginare in termini economici e di immagine, mettendo le basi per un fallimento della Squadra, appetibile forse per qualcun altro, che, si mormora, fosse dietro l’operazione Van Der Garde. L’altro lato della medaglia, però, è che la Sauber ha avuto una bellissima reazione appoggiata dal Fondatore, Peter, volato urgentemente a Melbourne, cogliendo un grandissimo risultato alla prima gara, ben 14 punti scaturiti dal 5° posto di Felipe Nasr e dall’8° piazzamento di Marcus Ericsson, in totale 14 punti, un’enormità se pensiamo che in tutto il 2014, la Scuderia Elvetica non ha guadagnato neppure un punto e si è dovuta ritirare ben 13 volte. Il tutto con una vettura in fondo abbastanza ‘elementare’ e semplice, però solida nei suoi punti essenziali, un buon lavoro di partenza del Responsabile Tecnico Eric Gandelin che ha cercato di eliminare i difetti del 2014 ed approntare una vettura che avrà un buon margine di sviluppo, ricordiamo tutti quando negli anni passati quando portava sempre novità ed alcune anche molto ingegnose; probabilmente lo scorso Campionato ha pagata cara anche la scarsa efficienza della Power Unit Ferrari inoltre la vettura era pesante e poco bilanciata, quest’anno, invece, sembra molto più generosa di cavalli e guidabilità. Da sottolineare la prova di Felipe Nasr un esordiente di cui si è parlato poco, del resto i media erano tutti concentrati sugli altri rookies, quelli della Toro Rosso, molto coccolati dai giornalisti in virtù della forza economica della Red Bull che ha come target la vendita de suoi prodotti alle fasce più giovani, ed invece guarda un po’ chi si classifica dietro la Williams, proprio il Brasiliano che in teoria già nel 2009 avrebbe dovuto provare una Sauber, evento che non accadde a causa del ritiro della BMW dalla F1, infatti in quella stagione Nasr vinse il Titolo nel Campionato Europeo di Formula BMW e dato che il Costruttore in quel tempo era legato al Team Elvetico quest’ultimo chiamò il Brasiliano per provare una vettura; ma come si dice,  le vie del destino sono imprevedibili, ed infatti alla fine è arrivato al volante che già poteva esser suo qualche anno addietro; poi che ci siano Sponsor di mezzo che abbiano ‘facilitato’ la cosa ci può stare, del resto la Sauber è stata in grave crisi per tutto l’inverno a causa fondamentalmente dello score con il numero ZERO del 2014. Comunque una cosa l’abbiamo capita, arrivare in F1 è sempre più difficile, guardate gli esordienti di quest’anno qualcuno è figlio d’arte altri hanno dei buoni sponsor, però, almeno Felipe Nasr non è un adolescente e qualcosa in passato ha vinto, soprattutto ha fatto tanta esperienza anche se il suo Sponsor, il Banco Do Brasil ha portato tanto ‘dinero’ nelle casse del Team Svizzero che ha adottato anche la livrea ‘Brasiliana’;  Marcus Ericsson ha colto anch’esso un buon risultato e certo guidare una Caterham è senz’altro diverso da una Sauber motorizzata Ferrari; adesso la speranza, per il Simpatico Team Svizzero è che si possa dare fondo agli sviluppi portando a casa altri punti e dando anche dati utili alla Rossa, che, egoisticamente, ne ha bisogno per il proprio rilancio.

Complimenti alla Sauber ed Auguri per il Futuro.

Marco Asfalto

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