NOTIZIE F1 FERRARI E MCLAREN LA RINASCITA


Quando si parla della componente nobile della Formula Uno i team che ci vengono in mente sono quelli Storici, Ferrari, Williams, McLaren e Lotus, le Squadre che hanno animato il Mondiale per moltissime stagioni e che, messe insieme, detengono un incredibile record di Vittorie, Prima fra tutte la Ferrari con 16 Titoli Costruttori e 15 Piloti, la McLaren invece è a quota 8 Titoli Costruttori e 12 Piloti, perché oggi parliamo di queste due Scuderie dal passato così blasonato? Perché è evidente che entrambe saranno nel 2015 all’anno Zero, al momento epocale del cambiamento che getterà le basi per successi futuri. Della Rossa abbiamo parlato molto durante questa stagione, per ovvi motivi è una Squadra Italiana, è la più seguita e la più famosa al Mondo e ci coinvolge direttamente in quanto Team ‘Nazionale’, la McLaren dopo anni di successi è a digiuno da diverso tempo, l’ultimo titolo Piloti risale al 2008 ottenuto con Hamilton all’ultima gara in Brasile, e quello Costruttori addirittura è datato 1998, insomma a Woking c’è tanta voglia di riscatto, soprattutto con il ritorno, come motorista, della Honda, un binomio che ha regalato agli Inglesi titoli e fama fin dall’esordio dei Giapponesi con la Scuderia Britannica, era il 1988 e la McLaren si aggiudicò 15 gare su 16, l’unica gara persa fu a Monza quando trionfarono le due Ferrari di Berger e Alboreto, quella vettura, la MP4/4 (anche nelle versioni successive) guidata da Ayrton Senna diventò una leggenda, come le imprese del Brasiliano del resto, dal 1988 al 1991 4 titoli, 3 vinti da Senna ed 1 da Alain Prost; ma ciò che fu strabiliante e per certi versi imprevisto fu il successo al primo anno col nuovo motorista che aveva sostituito il TAG-PORSCHE che equipaggiava la vettura Inglese nel 1987. Quello che si respira nell’aria a Woking è proprio il desiderio di inseguire questo record, aprire un nuovo ciclo supportati da chi in passato ha permesso delle prestazioni incredibili, un binomio perfetto ed efficiente… Si ricomincia da zero, aria nuova, tecnici che partono ed altri che arrivano, grandi tecnologie anche in campo informatico e hi-tech invidiabile in moltissimi settori, come quello aerodinamico, importantissimo quando le prestazioni delle Power Unit andranno livellandosi ed uscirà fuori chi ha la migliore aerodinamica e meccanica, insomma un Ron Dennis chiamato a rilanciare la Scuderia come fece nei primi anni ’80 portando metodi di lavoro diversi e una visione più ampia del concetto-vettura di Formula Uno, non più basato solo sul telaio ma anche su propulsori di massimo livello; la HONDA dal canto suo sta facendo un gran lavoro per tornare a vincere e c’è da scommettere che la loro PU sarà all’altezza della situazione, perché i Giapponesi quando vogliono cimentarsi in qualcosa hanno grandissime capacità da non sottovalutare mai;


// ]]>e aggiungo, le voci di corridoio che danno i Nipponici in ritardo sullo sviluppo del ‘motore’ non devono fuorviare, vi garantisco che, al di là di qualche difetto di ‘giovinezza’, saranno un osso duro nelle prossime stagioni… E’ possibile siano vincenti da subito come nel 1988? Sicuramente no, gli altri sono avanti, ma già nel 2016 bisognerà fare i conti con la McLaren, soprattutto se a guidarla ci saranno Piloti all’altezza del compito e Fernando Alonso è più che veloce, è un avversario tenace che non sarà piacevole ritrovarsi contro…  Già i tifosi della Scuderia Inglese paragonano il ‘trio’ Alonso-McLaren-Honda a quello dei grandi successi di Senna e Prost in un ‘amarcord’ sognato per anni, vedremo se faranno la storia del nostro amato sport, e se Fernando deciderà di legare, di nuovo, il suo nome a quello del Team Britannico… La Ferrari dal canto suo ha attuato una contro-rivoluzione atta a rinnovare tutta una serie di tecnici e dirigenti che tanto hanno vinto negli anni d’oro di Schumacher, e non solo anche nuovi metodi di lavoro, nuove attrezzature e menti che abbiano una visione più ampia su come realizzare delle vetture ibride, si è peccato forse di presunzione e non si è partiti da un foglio bianco, complice l’aver rincorso il Mondiale negli ultimi anni, la vettura attuale è comunque un’eredità di quella del 2013 e probabilmente ne ha ereditato anche i difetti, la nuova monoposto denominata 666 dovrebbe essere una rottura completa col passato; progettata da James Allison che tanto bene ha fatto in Lotus negli anni passati con budget limitati, dovrebbe finalmente rappresentare tutta la creatività e la capacità dell’Ingegnere Britannico, un salto nel buio per la Rossa? Non proprio, James è tecnico di sicure capacità, ama la semplificazione aerodinamica come il grande Gordon Murray padre della McLaren sopra citata, dal quale ha ricevuto dei consigli quando era in Lotus, ha fantasia nel trovare nuove soluzioni e soprattutto ha un’occasione unica, lavorare in totale autonomia per il più grande Team e con un budget da fare invidia, può contare sull’appoggio del Team Manager, Marco Mattiacci ed anche del neo Presidente, Marchionne che vuole riportare la Rossa alla vittoria. Insomma ci sono tutte le premesse per ripartire col piede giusto dopo la disastrosa F14T,Ferrari_f14_Powerunitpg certo molto dipenderà dalla Power Unit che dovrà recuperare potenza e caricare a dovere gli accumulatori, difetto conclamato del Campionato in corso, la sostituzione del 48% dei componenti dovrebbe essere sufficiente a colmare il GAP con la Mercedes ma di certo non ad inizio stagione, i Tedeschi dal canto loro stanno lavorando soprattutto sulla parte termica, visto che quella elettrica è a posto, alla Ferrari si sta facendo il lavoro inverso, forti di un dispositivo di iniezione MAGNETI MARELLI che è il ‘top’ oggi in Formula Uno, se a questo si aggiungeranno 2 componenti l’aggancio sarà possibile; un accordo che permetta di sviluppare le PU a stagione in corso e qui i Tedeschi puntano i piedi, e una vettura che abbia FINALMENTE una buona aerodinamica, che scarichi la potenza a terra e che sfrutti le gomme a dovere; Allison dovrà curare e risolvere i problemi ‘genetici’ della Ferrari degli ultimi anni, partendo, appunto, dall’anno zero…
Marco Asfalto   

Twitter : @marcoasfalto

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