Il Team Principal della Red Bull non ha cambiato opinione sugli eventi di Silverstone, criticando duramente la Mercedes e la penalità inflitta ad Hamilton.

E’ passata ormai una settimana dalla conclusione del GP di Gran Bretagna, ma le polemiche intorno all’incidente tra Max Verstappen e Lewis Hamilton restano ancora ben lontane dal placarsi. Nelle ore immediatamente successive alla gara di Silverstone non sono mancati durissimi botta e risposta tra Christian Horner e Toto Wolff, il quale pochi giorni fa ha tuttavia cercato di stemperare la tensione tra la Red Bull e la Mercedes per evitare che gli attacchi verbali creassero un clima ancor più tossico all’interno del paddock. Il tentativo dell’austriaco non sembra però essere andato a buon fine, a giudicare da ciò che Horner ha scritto nella sua rubrica sul sito della Red Bull.

Il Team Principal della scuderia anglo-austriaca è tornato a parlare della dinamica dell’incidente: […] La Copse è una delle curve più veloci del mondiale, e perciò bisogna rispettarla. Quando Hamilton ha passato Leclerc, Charles ha preso una traiettoria più stretta rispetto a quella di Max. Nell’incidente Hamilton ha frenato tardi ed è finito lungo. Aveva talmente tanta velocità che non sarebbe mai riuscito a centrare il punto di corda, e perciò ha colpito Max. […] Se Max fosse uscito davanti alla Copse dubito che Hamilton lo avrebbe più rivisto quel pomeriggio, visto ciò che è successo nella Qualifica Sprint. Non importa quanta esperienza o talento abbia un pilota, tutti subiscono la pressione. Hamilton ne aveva molta: era il cacciatore e non più la preda, in più correva di fronte al pubblico di casa, che il giorno prima aveva visto la sua sconfitta in una roccaforte della Mercedes. In queste situazioni può venir fuori un nuovo stile di guida, inconsueto per un campione del mondo, e i rischi aumentano”.

“Nonostante Max sia ammaccato e abbia qualche livido…” – ha proseguito Horner – “…lui sarà ancor più motivato in pista. Da questo weekend possiamo trarre soddisfazione dal fatto che, mentre lo scorso anno ci siamo qualificati ad un secondo dalla Mercedes, quest’anno eravamo ad un decimo ed avevamo la macchina più forte in gara, visto che li abbiamo battuti in Qualifica Sprint. Questo certifica il grandissimo lavoro del team che, con il supporto di Honda, ci ha permesso di chiudere il gap dai sette volte campioni del mondo. Ora la pressione è tutta su di loro”.

L’inglese ha poi toccato un altro argomento controverso, ossia il fatto che sia lui che Toto Wolff si siano recati dai commissari durante la bandiera rossa per difendere i propri piloti: Michael Masi è il Direttore di Gara ed un punto di riferimento per i team. E’ l’arbitro. Gli si può riferire il nostro punto di vista via radio, poi dev’essere lui a decidere se passare il caso ai commissari oppure no. Questi ultimi sono sempre stati un’entità indipendente, e in sedici anni di F1 non sono mai andato nella loro stanza nel bel mezzo di una gara. Poi ho saputo dalla TV che Toto si stava recando là con delle informazioni che aveva già provato a inviare a Masi. E’ un po’ come cercare di influenzare una giuria mentre sta preparando il verdetto finale: i commissari sono chiusi in una stanza proprio per essere sicuri che non ricevano influenze dall’esterno. Perciò ci sono andato anch’io, dicendogli che nessuno di noi si sarebbe dovuto trovare lì. […] Sono felice che adesso la FIA abbia chiarito che queste pressioni non saranno più tollerate in futuro, visto che portano a decisioni non totalmente imparziali“.

Horner non si è risparmiato anche sugli ininfluenti 10 secondi inflitti ad Hamilton, confermando che la Red Bull potrebbe decidere di contestare ufficialmente la decisione dei commissari: “Non è un segreto che credevamo, e crediamo tuttora, che la penalità sia stata troppo leggera per questo tipo d’incidente. Perciò stiamo valutando tutti i dati e abbiamo il diritto di chiedere una revisione [entro 14 giorni dall’evento in questione, ndr]. Stiamo considerando tutte le opzioni disponibili. L’altro elemento significativo è collegato al tetto di spesa. L’incidente ci è costato all’incirca 1.8 milioni di dollari, perciò in epoca di budget cap ha avuto conseguenze gigantesche”.

Il Team Principal della Red Bull ha inoltre gettato altra benzina sul fuoco confermando le parole del post-gara, che Wolff aveva percepito come “attacchi personali”: “Vorrei rispondere ad alcuni commenti fatti da Toto, che ha giudicato offensivi certi commenti sul fatto che Hamilton abbia causato l’incidente. Voglio chiarire: è uno scontro tra due dei migliori piloti del mondo. Quando hai un pilota in ospedale e le cui condizioni non sono state accertate, sei stato eliminato dalla gara e i commissari hanno penalizzato il colpevole, per chiunque è naturale essere sovrastati dalle emozioni. Mi è anche sembrata sbagliata la narrativa del Max troppo aggressivo: basti pensare che ha zero punti sulla sua Superlicenza e negli ultimi anni non è mai andato contro i regolamenti. Il Verstappen diciassettenne e aggressivo è diverso da quello di oggi, così come Hamilton è lontano dal rookie di 14 anni fa. Sono entrambi aggressivi, ma anche molto talentuosi ed esperti. La realtà è che Hamilton ha trovato un avversario in una vettura competitiva. Sono d’accordo che ci debba essere rispetto tra i due, ma domenica Hamilton è stato l’aggressore“.

Horner ha concluso criticando duramente i festeggiamenti della Mercedes e di Hamilton, avvenuti mentre Verstappen si trovava in ospedale per accertamenti: “Sono ancora molto deluso da quanto siano state gioiose le celebrazioni a poco tempo dall’incidente. La Mercedes era a conoscenza della gravità dell’incidente e del trasporto in ospedale di Max per ulteriori valutazioni sulle sue condizioni di salute. E’ inimmaginabile non avvisare il proprio pilota della situazione, e lo è ancora di più proteggerlo quando non mostra la giusta moderazione nei festeggiamenti, soprattutto visto che è stato penalizzato per quell’incidente”.

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