Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il CEO della F1 si è detto entusiasta della ricezione a livello globale della Qualifica Sprint di Silverstone.

Le polemiche scoppiate in seguito all’incidente tra Lewis Hamilton e Max Verstappen hanno decisamente oscurato un altro argomento di grande interesse del weekend di Silverstone, ovvero la Qualifica Sprint. Il nuovo format, testato per la prima volta dal circus proprio nel GP di Gran Bretagna, ha ricevuto risposte contrastanti da parte degli appassionati: alcuni hanno apprezzato molto la maggior vivacità dell’intero fine settimana; altri hanno criticato aspramente il format, ritenendolo contrario alla tradizione della F1; altri ancora hanno invece provato sensazioni contrastanti, rimandando il giudizio dopo i prossimi test di Monza e Interlagos. Ma che tipo di feedback ha ricevuto il circus? A giudicare dalle parole di Stefano Domenicali, intervistato da La Gazzetta dello Sport, la ricezione del nuovo format è stata molto positiva.

L’italiano ha espresso la sua soddisfazione per il successo dell’esperimento: “Negli Stati Uniti sono entusiasti. Si sa, gli americani amano lo spettacolo, la competizione. Anche i Team Principal sono favorevoli al 100%. Finalmente abbiamo avuto il coraggio di fare qualcosa di diverso e questo atteggiamento è stato apprezzato tantissimo da coloro che consideriamo potenziali nuovi arrivi in F1. Dare dei contenuti diversi ogni giorno a chi viene in pista è qualcosa di straordinario, il fatto che ci sia qualcosa di importante ogni giorno è un elemento in più. Negli Stati Uniti, appunto, abbiamo ottenuto un grande successo. Ora analizzeremo i dettagli e gli stimoli che sono arrivati dalle comunità degli esperti, dai tifosi, dai commentatori, e ovviamente dai piloti per aggiustare quello che va cambiato già in vista di Monza, per poi trarre un bilancio al termine della terza gara sperimentale e vedere che fare nel 2022“.

“Ci sono stati piloti…” – ha proseguito Domenicali, ragionando sui lati migliori del nuovo format – “…che hanno commesso errori come Pérez o che hanno fatto una partenza eccezionale. Tante volte sottovalutiamo le cose che danno sapore a questo tipo di evento, come una partenza in più. Senza dimenticare che squadre e piloti hanno dovuto preparare il fine settimana in maniera differente. E poi, anche se non è stato il caso di Silverstone, con questo format assume una importanza notevole anche l’eventuale cambiamento delle condizioni climatiche. Insomma la situazione può cambiare da venerdì mattina a sabato pomeriggio. Ci sono tante variabili che rendono più imprevedibile quello che può succedere e, dal punto di vista dello spettacolo anche più divertente“.

Uno degli elementi più criticati del weekend è stata invece l’assegnazione della Pole Position al vincitore della Qualifica Sprint e non al più rapido nella qualifica tradizionale. Il CEO del circus ha affermato che si sta pensando anche a questo problema statistico: “Il concetto della pole position frutto del giro secco è nella storia della F1, ma le cose si possono cambiare. Pensate all’Halo, quanta gente era contraria, oggi nessuno si azzarda più a metterlo in discussione. È una valutazione che stiamo facendo. E comunque mi è piaciuto la voglia della F1 di provare qualcosa di nuovo. Ed è stato bello anche vedere l’approccio dei piloti. Che per me non è una sorpresa, so bene che a loro piace più correre che fare i long run durante il venerdì per mettere a posto le macchine. E poi c’è il capitolo gomme, lasciare libertà di scelta delle mescole ha arricchito le variabili”.

Domenicali ha concluso l’intervista non escludendo che, visto il suo discreto successo, il format della Qualifica Sprint possa essere introdotto permanentemente: “Nella mia testa c’è la volontà di promuovere eventi speciali con la disputa della gara di qualificazione che possano essere valorizzati con premi particolari; ma se invece c’è la convinzione che questo formato sia da applicare sempre io non ho nulla in contrario. Lo valuteremo alla fine dell’anno. Non c’è fretta”.

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