F1 impegnata tutta la notte per sciogliere il dubbio sulla partecipazione al GP in Arabia Saudita, dopo i fatti della giornata di ieri.

Formula 1 nel caos dopo che nella giornata di ieri si è abbattuto un missile a 20 km dalla pista che ha colpito una raffineria.

Tanta, tantissima, la tensione, con diversi piloti che hanno provato a boicottare l’evento sportivo, non sentendosi a loro agio e sicuri a correre in un luogo teatro di guerra.

Nella giornata di ieri ai piloti sarebbe inoltre stato vietato di parlare e interagire con la stampa per evitare qualsiasi domanda sulla guerra in corso.

Sembrerebbe, secondo alcune testate , che Lewis Hamilton, George Russell, Fernando Alonso ,Pierre Gasly, Fernando Alonso e Lance Stroll avrebbero voluto non correre mentre Max Vertsappen, Sergio Perez e i due piloti Ferrari Charles Leclerc e Carlos Sainz erano pronti per gareggiare.

Una situazione anomala, che ha spaccato i piloti, e mostrato ancora una volta come gli interessi della F1 vengano prima anche dei diritti umani.

Alcune indiscrezioni suggeriscono però che ai piloti in realtà non sia stata data molta scelta, dal momento che qualora ci fosse stato un boicottaggio, sarebbe stato loro impedito di lasciare il paese.


Il il CEO della F1 Stefano Domenicali, ha fatto intendere, per rassicurare i piloti e le squadre, che sono state prese tutte le precauzioni necessarie per consentire il normale svolgimento del weekend sportivo.

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