Le dichiarazioni rilasciate ieri dai due piloti subito dopo il concitato Gran Premio d’Azerbaijan, lasciano trasparire differenti punti di vista su come siano andate le cose. L’inglese parla di disonore, perdendo la vena di stima che fin’ora aveva riservato a Sebastian Vettel, il quale punisce il comportamento di Lewis definendolo “scorretto”.

Il secondo appuntamento del mondiale di Formula uno sul circuito di Baku, all’indomani della gara assume i contorni di un episodio tutt’altro che monotòno quale era stato quello dello scorso anno. Sì perché la lotta al mondiale ora non si gioca più tra i soli due alfieri della casa dominatrice dell’era ibrida, Mercedes, ma è ritornata ad avere come protagonisti altri al di fuori della stessa squadra: elementi fondamentali che si sono uniti nell’esplosione di circostanze andate in scena ieri sul tracciato della cittadina azera.

Tanto da far si che tra i due contendenti al primato in classifica, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, non scorra ora più solo quella vena di sfida leale pronunciata da entrambe le parti già dalla gara inaugurale di Melbourne e che si dimostrava essere la grande attesa di quest’anno dopo un lungo periodo di singolare dominio al vertice. “Battagliare con un altro team che non sia quello del tuo compagno di squadra, penso sia molto più piacevole” aveva detto il pilota britannico nei confronti del duello con Sebastian Vettel, durante il gran premio di Spagna, senza trattenere altri elogi diretti al suo nuovo avversario.

Un’evidenza quella occorsa nella gara messa in luce dalle parole del team principal Toto Wolff, il quale ha visto trasformarsi la competizione dei due in una dimostrazione di disprezzo reciproco, come non ci si aspetterebbe di vedere in una rapporto tra camerati, senza tuttavia punire l’azione commessa dal tedesco della Ferrari. “Lo sport necessita di rivalità. Quello che abbiamo visto oggi è l’ingrediente per un grande campionato” ha detto il manager austriaco.

Tant’è che il contatto avvenuto tra Hamilton e Vettel nel secondo dei tre tempi in cui la Safety Car è stata chiamata ad intervenire in gara, è costato al tedesco una penalità di 10 secondi, soprattutto per il ruota a ruota innescato, secondo il giudizio dei commissari, volutamente dal pilota quattro volte iridato.

La decisione del collegio incaricato di analizzare la sequenza si è poi protratta fino ad infliggere a Vettel tre punti di penalità, che si aggiungono a quelli già accumulati nelle passate gare della scorsa stagione. Il leader del campionato, che dopo la gara di Baku mantiene saldamente la testa con un vantaggio sull’inglese di 14 punti, rischia ora di saltare un appuntamento della stagione per via della regola del “race ban”, qualora incappasse nuovamente in una simile sanzione e raggiungendo così il limite imposto dei 12 punti di penalità.

Guidare deliberatamente contro un altro pilota per spingerlo fuori allo stesso modo con cui impunemente è arrivato quarto al traguardo, penso sia un disonore. Credo abbia disonorato se stesso quest’oggi”, ha detto Hamilton, vittima del tamponamento. “Immaginate tutti i giovani che stavano guardando la gara oggi e hanno visto un comportamento simile da un quattro volte campione del mondo. Penso di aver detto tutto con questo“.

Dichiarazioni nettamente in controtendenza a quelle di Hamilton sono state espresse invece dall’altra parte. La versione dei fatti secondo il tedesco è stata che Lewis in quel momento stava effettuando il cosiddetto “brake test”, procedura comune dopo che seguendo l’andatura imposta dalla Safety Car la temperatura di freni e gomme tende ad abbassarsi al di sotto del livello richiesto in gara. “Personalmente non ho problemi con Lewis, credo solo che il modo in cui si è comportato in pista non sia stato corretto. Ormai la decisione è stata presa ma continuo a pensare che in casi del genere, se si commina una penalità, debba riguardare entrambi i piloti“.

Maurizio Arrivabene non è stato dello stesso parere di Wolff circa la libertà da lasciare ai piloti in pista, e nella dichiarazione ai media ha speso parole anche in merito all’episodio avvenuto nella fase iniziale, in cui Valtteri Bottas ha rovinato la gara del finlandese della Ferrari, Kimi Raikkonen: “Credo che quanto successo oggi sia sotto gli occhi di tutti, a iniziare dall’episodio al primo giro, con Kimi spinto contro le barriere, per passare a quanto accaduto a Sebastian nel giro di ripartenza della safety car. Non è da noi entrare in polemiche, ma mi sembra di poter dire che certe decisioni, nel dubbio, non risultano mai favorevoli al nostro team. Ci siamo battuti, anche se i fatti non ci hanno dato ragione. La macchina c’è e oggi in gara lo si vedeva. La squadra ha dimostrato la sua forza, dal cambio del motore sulla monoposto di Seb di sabato al lavoro sulla macchina di Kimi durante l’interruzione della gara. Questa è la Ferrari: parliamo poco, ma lavoriamo. Inizieremo da subito a farlo in vista del GP d’Austria, con ancora più determinazione di prima per le dodici gare che rimangono“.

Articolo di

Gianmarco Scapin

Foto copertina BBC

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