UNA LETTURA DIVERSA DI QUANTO ACCADUTO

Fallo di reazione, questo è stato il giudizio unanime della rete, della tv e della stampa su quanto accaduto tra Vettel e Hamilton in quel di Baku; riassumendo, alla ripartenza dalla safety-car, con il tabellone che indica ancora la presenza della vettura di sicurezza in pista, il Pilota della Mercedes frena abbastanza intensamente tanto da rallentare di circa 35 Kmh in meno di un secondo, per una vettura stradale sarebbe una vera e propria ‘inchiodata’ mentre con una F1 è tutto molto più semplice, basta lasciare il gas e dare una toccatina ai freni; la manovra è stata eseguita al centro di una curva, proprio quando, in genere, ci si prepara ad accelerare; Hamilton non è nuovo a manovre di Brake-Test, già in passato è riuscito a provocare incidenti in questo modo; la sua è una sorta di provocazione; non desidera che nessuno possa insidiarlo dopo una SC e quindi tocca il freno per avvertire i suoi rivali, in questo modo ottiene due scopi, chi è dietro potrebbe danneggiare l’ala anteriore, oppure potrebbe essere tamponato a sua volta. Ora certe manovre gli sono riuscite discretamente bene quando lì a tallonarlo c’era Rosberg, compagno di Squadra e quindi profondo conoscitore di certe attitudini del Britannico, ma questa volta dietro c’era Vettel, un 4 volte Campione del Mondo, che certi trucchetti li conosce molto bene e che non ama essere preso in giro. Per chiarire, la manovra di toccare continuamente il freno (Brake-Test) viene utilizzata da un Driver quando vuole danneggiare un rivale o quando ha un conto in sospeso con un collega, farlo platealmente e in maniera intensa è anche punibile se si è dietro la SC e comunque non è mai un bel gesto visto che chi è in pista dovrebbe pensare ad accelerare piuttosto che a frenare improvvisamente, tra l’altro è anche molto pericoloso; tuttavia a Baku la FIA ha smentito anche le immagini perché, esaminando la telemetria, non ha rilevato che il rallentamento fosse eccessivo e questo desta molti sospetti sull’andamento di un Campionato che sarà probabilmente deciso da qualche episodio.

VETTEL REAZIONE O AVVERTIMENTO?

Guardando e riguardando le immagini mi sono fatto l’idea che Vettel non abbia per nulla reagito a sangue caldo, lui è destro e con la mano destra ha tenuto il volante mentre con la sinistra ha gesticolato il suo disappunto ed Hamilton era, appunto, alla sua destra; in genere accade l’esatto contrario, si gesticola col braccio o con la mano che l’avversario può vedere meglio e per chi è destrorso è normale usare l’arto che più utilizza nella vita; la sensazione invece è che Vettel volesse colpire Hamilton ma senza danneggiare le entrambe le vetture e quindi lo ha fatto con la mano con cui ha più sensibilità sul volante. Con quella ruotata ha lanciato un chiaro messaggio al suo rivale, la prossima volta potrebbero entrambi finire fuori gara per un incidente, e questo a chiaro vantaggio di chi è davanti nella classifica, e Vettel lo è, e lo era al momento del ‘fattaccio’. La strategia di fare crash e mettere entrambi fuori gioco risale a tempi molto lontani, ricorderete quanto accaduto tra Prost e Senna, e più recentemente l’incidente tra Rosberg e lo stesso Hamilton in Spagna; chi è davanti in classifica avrà una gara in meno e per chi è dietro sarà più difficile recuperare. Conoscendo un minimo la capacità di reazione mentale di Vettel scommetterei che il gesto di Domenica sia stato un chiaro avvertimento a correre lealmente, perché se si inizia a fare i furbetti, il Tedesco non ha nulla da invidiare a nessuno…

Marco Asfalto

 

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