Intensi movimenti attorno alla F1 potrebbero rivoluzionare questo sport a partire dal 2021, quando entreranno in vigore le nuove regole.

Da qualche giorno si mormora anche di un cambio ai vertici della Liberty Media, proprietaria della F1. I rumor avrebbero individuato in Toto Wolff il successore del presidente Chase Carey, mettendo in allarme i team di F1, se fosse lui il successore dell’attuale capo della F1, potrebbe far inserire delle regole favorevoli alla Mercedes.

Nella lista dei possibili nuovi presidenti non c’è solo il nome di Wolff, ma anche quello della Formula E Alejandro Agag, l’amministratore delegato della Lamborghini Stefano Domenicali e il team principal della Red Bull Christian Horner.

Wolff, interpellato da Motosport.com, ha comunque negato queste indiscrezioni, commentando la notizia con un: “Non so chi abbia fatto uscire il mio nome, ma non c’è nulla di vero e non sto cercando un nuovo lavoro”.

Toto Wolff ha poi aggiunto: “Sto bene in Mercedes, mi piace il mio ruolo di rappresentante di uno dei migliori marchi del mondo, avendo anche l’autonomia di guidare la squadra nel migliore interesse della casa di Stoccarda. A me piace la competizione, qualsiasi notizia venga messa in circolazione da qualcuno che non mi ha interpellato, non riflette la vera situazione“.

 

Wolff ha però suggerito che la F1 può migliorare nei prossimi anni con l’uomo giusto al timone della Liberty Media.

È una delle più grandi proprietà sportive a livello mondiale e penso che abbiamo la possibilità di rendere la F1 il più grande spettacolo al mondo se continueremo a sviluppare ciò che questo sport rappresenta. Dobbiamo aumentare il nostro pubblico sfruttando meglio le nuove tecnologie. Mercedes, come tutti gli altri team, può beneficiare della crescita della F1“.

Chiaramente Toto Wolff in questo momento, visto anche il successo della Mercedes da lui gestita, è un giovane manager di successo ed è normale vederlo agli vertici della F1. Ma per la successione di Casey ci sarà sicuramente un casting molto importante, perché un passo sbagliato potrebbe far rischiare la popolarità di questo sport sempre al limite della sua credibilità.

di Marina Beccuti

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