Tra le stradine e i muretti del Principato a trionfare è Lewis Hamilton, che precede un arrembante Max Verstappen e un più tranquillo Sebastian Vettel.
L’olandese però, a causa di una penalità di cinque secondi comminatagli per “unsafe release” durante il primo pit-stop, nel tentativo di conquistare la seconda posizione ai danni di Bottas, scala in classifica generale ai piedi del podio, favorendo così Vettel e lo stesso finlandese della Mercedes, magra consolazione per la scuderia tedesca dato che aveva tra le mani l’ennesima doppietta della stagione.

Domenica positiva per la Ferrari e per il quattro volte campione del mondo, che riescono, più per demeriti altrui, a conquistare un risultato importante e fondamentale per presentarsi al prossimo appuntamento in Canada con più morale. Questo perché sul tracciato monegasco, almeno in qualifica, la differenza tra la Mercedes e la Ferrari è stata notevole, quasi abissale, dove prendere sette decimi su un tempo giro di circa un minuto e dieci secondi è tantissimo.

Gran parte di questi meriti sono da assegnare alla particolare configurazione della sospensione anteriore della W10, che meglio riesce a adattarsi alle asperità del tracciato monegasco, sul quale, si va maggiormente alla ricerca di un grip meccanico che di uno aerodinamico. Altro punto su cui è lecito soffermarsi in casa Ferrari è la gestione della qualifica: non è certamente la prima volta che tra Q1 e Q2 risulta essere necessario un doppio tentativo per ottenere con sicurezza il passaggio nella fase successiva, anche a costo di dover sacrificare un treno di gomme nuove per la Q3.

A maggior ragione quando il circuito in questione è quello di Montecarlo dove i sorpassi sono quasi impossibili. Purtroppo, in questa fase della stagione la Ferrari non è nella situazione di potersi permettere particolari azzardi, dal momento in cui queste leggerezze rischi di pagarle a caro prezzo come successo quest’oggi con Leclerc. Il pilota di casa, grazie ad un ottimo avvio e a due sorpassi fantastici, ha dimostrato di avere tanto talento, ma anche buona velocità, con la quale, se fosse scattato nelle prime sei posizioni, avrebbe avuto qualche minima possibilità di giocarsi il podio.

Certamente gli si può rimproverare la troppa foga durante il tentativo di sorpasso su Hulkenberg, ma è anche vero che quando hai ben poco da perdere le provi tutte pur di recuperare. Tra due settimane si vola a Montreal dove, con molta probabilità, la Ferrari avrà la sua ultima chance di rientrare in corsa per il mondiale, su un tracciato che ha delle caratteristiche molto simili a quello del Bahrain, unico appuntamento nel quale la scuderia italiana ha dimostrato una certa competitività. I lunghi rettilinei possono mettere in risalto le potenzialità del motore Ferrari, ma è anche vero che le diverse curve di media percorrenza possono essere più ad appannaggio della W10. Sicuramente ci si spetta un divario nettamente inferiore tra le due monoposto, almeno in qualifica, visto che, almeno quest’oggi, nel passo gara, la Ferrari è sembrata essere a livello della Mercedes, soprattutto nella prima fase quando il ritmo è stato veramente molto alto.

Francesco Saverio Falco  

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