Il Team Principal della Mercedes ha rivelato le ragioni dietro al messaggio radio motivazionale indirizzato a Valtteri Bottas prima dell’ultimo giro del Q3.

Le emozionanti qualifiche del GP di Abu Dhabi, ultimo appuntamento della stagione di F1, hanno riservato una grande sorpresa: la prima pole nel 2020 di Max Verstappen, che ha preceduto di appena 25 millesimi Valtteri Bottas. Proprio il finlandese, prima dell’ultimo tentativo del Q3, ha ricevuto un inusuale team radio motivazionale (“Da’ tutto quello che hai, Valtteri”) da parte di Toto Wolff. Un fatto assai insolito, dal momento che generalmente, per evitare cali di concentrazione, i Team Principal evitano di comunicare con i propri piloti prima che la sessione sia finita. Al termine delle qualifiche il manager austriaco ha spiegato le ragioni dietro a questo messaggio, rivelando che è stato proprio Bottas a chiedere un maggiore sostegno da parte sua.

Bottas Mercees

Queste le parole di Wolff a Sky Sports F1: “E’ sempre delicato parlare ad un pilota prima della fine della qualifica o della gara, ma ne abbiamo discusso insieme. Lui ha detto che sarebbe bello se gli fornissi qualche feedback in più. E’ difficile, poiché io non ho mai parlato ai piloti via radio. Questo perché ho imparato dalla mia esperienza che è una distrazione. Però ognuno è differente e il dialogo con lui è stato positivo. Ovviamente per Valtteri è stato difficile reagire da quando ha perso il campionato. E’ questo il motivo per cui lui ha chiesto un po’ più di sostegno”.

Wolff si è inoltre espresso sulle condizioni di Lewis Hamilton, che ha dichiarato di non sentirsi al 100% dopo essere guarito dal Covid-19: “I nostri piloti hanno sempre una gran voglia di salire in macchina, anche se non si sentono al massimo. E’ prevedibile non essere al top dopo aver avuto il Covid per dieci giorni, ma credo che Lewis stia abbastanza bene per disputare la gara. Sta a lui decidere se si sente in forma o meno. E’ un pilota molto esperto, conosce bene il stato di salute e sa di essere appena risultato negativo al virus. Alcuni piloti sono perfettamente in grado di correre anche se non si sentono al massimo e credo che questo sia il caso”.

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