Il team di Maranello è alla ricerca di un nuovo amministratore delegato, ruolo ricoperto ad interim dal presidente John Elkann

L’amministratore delegato della Ferrari, Louis Carey Camilleri, ha rassegnato le sue dimissioni nella serata di giovedì 10 dicembre. Il manager maltese ha ricoperto il ruolo a partire dal luglio 2018, da quando è stato scelto dai grandi soci della Rossa come successore di Sergio Marchionne. La decisione dell’addio è giunta a causa dei problemi di salute di Camilleri, il quale ha deciso di ritirarsi dalla vita lavorativa. Il Consiglio di amministrazione di Maranello si riunirà la prossima settimana, per decidere chi sarà il suo successore.

La notizia del ritiro di Camilleri non ha scosso particolarmente i mercati azionari, i quali, secondo alcuni analisti finanziari, si aspettavano l’addio del 65enne manager maltese. Secondo Il Sole 24 Ore, la tempistica per la nomina del suo erede resta incerta. La Ferrari è chiamata a sciogliere un dubbio concettuale: decidere se affidare il ruolo ad un uomo di vocazione più sportiva o più industriale.

Todt

Jean Todt potrebbe sostituire Camilleri

L’obiettivo appare quello di individuare certamente una figura iconica, capace di gestire fabbrica e scuderia di Formula 1“, conferma il quotidiano economico milanese. La nota testata lancia, poi, un nome a sorpresa: “Tra le ipotesi che circolano, c’è chi guarda a figure più legate all’anima sportiva della Rossa, come quella di Jean Todt“. Il 74enne transalpino ha già lavorato in Ferrari tra il ’93 ed il 2009. Inizialmente come direttore della Scuderia e successivamente, grazie ai successi ottenuti in pista, come direttore generale Ferrari. Dal 2006 Todt ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato.

Todt ricopre dal 2009 la carica di presidente della FIA. Mandato riconfermato nel 2013 e nel 2017. Il suo attuale mandato terminerà a fine 2021, a seguito del prolungamento di 12 mesi causa pandemia da Coronavirus. Gli altri nomi sinora emersi per la successione di Camilleri, secondo Il Sole 24 Ore, sono quelli di Mike Manley (amministratore delegato FCA), Davide Grasso (numero uno di Maserati) e Stefano Domenicali, in procinto di diventare presidente e CEO F1.

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