Alla vigilia dell’inizio della stagione di F1 , scopriamo tutti i procedimenti a cui le scuderie devono essere sottoposte per poter essere ammesse al campionato. Video

Il campionato di F1 è ormai alle porte e piloti e team scalpitano per poter entrare in pista. Se la off-season invernale è considerata un periodo di “sosta” dai tifosi, lo stesso non si può dire per le scuderie, che devono passare tutta una serie di procedure per poter arrivare pronte al giorno dei test e al primo impegno stagionale.

Crash test F1 Video

Uno dei passaggi obbligati è quello dei crash test, a cui tutte le scuderie devono sottoporsi prima di poter poggiare le monoposto sull’asfalto. Prima del 2012 era possibile rimandare i crash test fino al giorno prima dell’inizio del campionato, ma il regolamento ora impone che tutte le vetture svolgano le prove di impatto prima dell’inizio dei test invernali. Diverse parti vengono testate con diverse metodologie: roll bar, cellula di sopravvivenza, crashbox anteriore, musetto, struttura di assorbimento posteriore, telaio, tutte queste componenti subiscono prove di impatto frontale, laterale o di carico statico affinché ne sia valutata la sicurezza. I crash test comportano un impegno e dei costi non indifferenti da parte delle scuderie, che devono produrre pezzi extra da destinare esclusivamente a queste procedure. Non è un caso, dunque, che quest’anno i team abbiano tirato un sospiro di sollievo, dato che tutte le parti “ereditate” dalla scorsa stagione non hanno dovuto ripetere la prova di impatto.

Filming day F1 e test ufficiali Video

Se la squadra ha già pagato la quota di iscrizione e comunicato il nome del team e dei piloti, le macchine ora sono autorizzate a scendere in pista e d’abitudine esordiscono in occasione dei cosiddetti filming day, due per ogni squadra. Si tratta di eventi di marketing in cui alle vetture viene consentito di girare per 100 km a giornata per effettuare riprese televisive che verranno utilizzate come immagini di repertorio o pubblicitarie. Le squadre approfittano di queste occasioni per cominciare a tirare le somme delle simulazioni virtuali eseguite in fabbrica. Infatti, prima di toccare l’asfalto, le vetture, o le loro singole componenti, vengono sottoposte a tutta una serie di simulazioni virtuali, che spaziano dalla galleria del vento al dinamometro su cui viene testata la power unit, che permettono di prevedere con margini di approssimazione sempre più ridotti il comportamento dell’auto su pista.

I filming day aprono solitamente la strada ai test ufficiali, che quest’anno hanno avuto luogo in Bahrain nell’arco di soli tre giorni (si pensi che nel 2019 sono stati garantiti otto giorni di test pre-stagionali più altri quattro giorni di test inter-stagionali). I test permettono alle scuderie di avere un riscontro su pista di tutte le simulazioni e di capire quali problematiche vanno risolte prima dell’inizio del campionato. I test sono costosi, come tutte le operazioni su pista, perciò non è un caso che la politica di riduzione dei costi che la Formula 1 ha abbracciato anche per far fronte alla crisi pandemica abbia causato una riduzione così drastica del tempo destinato ai test. Il costo di una vettura di Formula 1 si calcola al chilometro.

Si aprono le danze in F1 !

Finiti i test di F1 , i team hanno solitamente qualche settimana a disposizione per sistemare eventuali problematiche affiorate sulla pista prima di poter attivare la grande macchina logistica che li porterà sul luogo del primo evento di campionato. Tradizionalmente i test si tenevano a Barcellona e il primo turno in Australia, il che significava muovere tutto il circus da un continente all’altro con gran dispendio di risorse economiche e ambientali. Quest’anno, per ovviare ai problemi economici e alla posticipazione del GP d’australia, test e primo round si terranno sullo stesso circuito, in Bahrain. Di norma, le gare che hanno luogo sul circuito in cui sono avvenuti i test hanno la fama di non essere elettrizzanti. Le macchine, infatti, sono calibrate così alla perfezione che viene lasciato poco spazio all’imprevedibilità. Quest’anno, tuttavia, il tempo su pista è stato ridotto all’osso al punto che diverse scuderie, tra cui la favorita per la vittoria (Mercedes), a causa di guasti inaspettati non sono riuscite a testare a dovere le loro monoposto su pista. Almeno per le prime gare, rimane dunque l’incognita delle prestazioni, che dipenderanno largamente dalla velocità di reazione agli imprevisti di ingegneri e meccanici.  

Segue la prima analisi tecnica del primo GP in Sakhir

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A proposito dell'autore

Laureato in Traduzione Specialistica, sono appassionato di Formula 1 e di tutto il mondo che le gravita intorno, soprattutto mi affascina l'aspetto umano di una competizione che porta l'uomo e la macchina agli estremi più assoluti delle loro possibilità.

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