Quando si arriva a questo periodo dell’anno ci si interroga inevitabilmente su quanto è stato fatto negli ultimi 12 mesi e poi il pensiero vira immancabilmente su cosa si farà l’anno prossimo; sono i nostri schemi mentali che ci guidano in questo percorso nel quale sempre cerchiamo di prevedere il futuro, probabilmente per evitare di soffrire e per avere una vita soddisfacente, deve essere un retaggio risalente agli albori della nostra civiltà; immaginiamo quindi che le stesse domande se le siano poste in Ferrari, in Mercedes, in Red Bull ed anche in Pirelli; in realtà certi interrogativi se li pongono tutti ma non tutti adottano gli stessi comportamenti per mettere il futuro nel giusto binario.

Mercedes parte da favorita è ovvio, ha dimostrato freddezza, come il suo pilota del resto, capacità di gestire Bottas che è stato un perfetto servitore del Team, ha saputo gestire le risorse e rinascere con una vettura pressoché uguale dall’inizio stagione, il segreto sembra fosse sotto la scocca, un tale segreto che le ha consentito di sfruttare bene le gomme, il tutto con l’aiutino delle 3 gare con pneumatici diversi; la sua forza è ancora, quindi, nella capacità di reagire agli inconvenienti e di questo bisognerà tenerne conto.

La Ferrari è partita di gran carriera balzando al comando del campionato, tutti affermavano che la vettura fosse superiore, cosa a cui non ho mai creduto, sembrava invece che Hamilton, non potendo sviluppare tutto il potenziale, corresse in difesa, ma mancavano piccole evoluzioni ed infatti dopo si è visto quali sono state le performance; la Rossa però ha denotato scarsa capacità di reazione, non ha potuto asservire completamente un pilota all’altro per ovvi motivi, è un campione del mondo, ed ha dimostrato che il driver di punta non è infallibile, anzi, è apparso spesso emotivamente debole ed insicuro; tra l’altro le voci su presunti gravi disaccordi interni non hanno fatto altro che destabilizzare il gruppo, ma si sa che i giornalisti ci sguazzano con i guai della Ferrari. Per vincere nel 2019 bisognerà essere perfetti in tutto, anche ed ancor di più sul lato umano perché Vettel è apparso più fragile del previsto, sarà oltretutto incalzato da Leclerc e se dopo 3-4 gare questo inizierà ad insidiarlo in classifica potremmo addirittura assistere ad una lotta interna appassionante ma poco efficace per il titolo; mai come nel 2019 ci potrebbero essere due campioni differenti per i due titoli in palio.

Dalla Red Bull non sappiamo cosa aspettarci, Verstappen è maturato molto in stagione ma la power unit Honda è un vero e proprio rebus non solo per le prestazioni ma soprattutto per l’affidabilità.

Altra incognita le gomme Pirelli, la casa Milanese proprio non ce la fa a stare ferma e cambia di nuovo tutto, via alcuni colori, arrivano le sigle, gomme più dure sicuramente, insomma un caos assurdo in cui districarsi tanto per rendere le cose più difficili, ma la domanda è per chi? I telespettatori o qualcun altro?

Una delle incognite che non dovremmo prendere in considerazione, ma siamo costretti a farlo, è relativa al comportamento dei giudici, troppe differenze nel 2018, qualcuno è stato lasciato a briglia sciolta, qualcuno altro è stato penalizzato in maniera rigorosa, steward che si vanno a scusare con i piloti per colpe commesse da altri inchinandosi moralmente, altri che applicano una sorta di ghigliottina regolamentare; insomma vorremmo tutti che la F1 non diventasse come il campionato di calcio Italiano, ma se continua così sarà dura, molto dura…

Per ora ci godiamo questi giorni di festa con la consapevolezza che il 2019 sarà un anno meraviglioso per la F1, le cui polemiche e quindi l’audience schizzeranno alle stelle…
Buone Feste da tutta la redazione.

Marco Asfalto

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