Tra due giorni verrà presentata la Ferrari SF21, con il quale il Cavallino va a caccia del riscatto in F1. Dopo una stagione di sofferenza, la rossa riuscirà a ritrovarsi?

Cresce l’attesa per la Ferrari SF21, la rossa che avrà l’arduo compito di riportare in alto il nome del Cavallino nel mondiale F1. Il 2020 è stata una delle peggiori stagioni del marchio di Maranello, dove sono arrivati appena tre piazzamenti sul podio e tutti in circostanze fortunate. Le problematiche sulla power unit indotte all’accordo segreto hanno relegato la Ferrari nelle zone basse della classifica, un posto che di certo non fa onore al blasone della Scuderia.

La SF21 potrà contare su un’unità propulsiva totalmente nuova, un telaio rivisto dove i gettoni sono stati spesi nella zona posteriore alla ricerca del carico aerodinamico che mancava lo scorso anno. Le carenze telaistiche sono state evidenti negli ultimi progetti, visto che anche la SF90 che ha regalato le ultime soddisfazioni faceva fatica sui tracciati composti da tratti medio-lenti. Il gap con Mercedes e Red Bull targata Honda è cresciuto a dismisura negli ultimi 12 mesi, ma il problema è rappresentato anche dai team di metà classifica che sono incredibilmente cresciuti grazie ad un duro lavoro.

L’Aston Martin si candida al ruolo di sfidante dei bibitari, forte dell’arrivo di Sebastian Vettel e della partnership sempre più stretta con la Stella a tre punte. La McLaren conterà sui motori di Brixworth, su una delle coppie di piloti più forti ( il tandem RicciardoNorris fa già paura), e su un’aerodinamica in grossa crescita. L’oggetto misterioso sarà rappresentato dall’Alpine, con il ritorno di Fernando Alonso che affascina non poco i nostalgici del Circus. Lo spagnolo, dopo due anni in cui si è tolto grandi soddisfazioni tra endurance e Dakar, vuole far capire ai giovani di essere ancora uno degli uomini da battere.

Come dichiarato da Mattia Binotto, l’obiettivo della Ferrari è quello di lottare costantemente per il podio, nella speranza che la rivoluzione regolamentare del 2022 mescoli ulteriormente le carte. Se si guarda al passato, la Ferrari è sempre riuscita a rispondere alla grande alle stagioni più difficili: nel 2015 arrivarono tre successi con Vettel dopo il disastroso approccio con l’era turbo-ibrida, mentre un lustro prima Alonso si giocò il mondiale sino all’ultima gara dopo che nel 2009 arrivò soltanto un’affermazione con Kimi Raikkonen. Idem nel 2006 con Michael Schumacher che perse il titolo sul filo di lana.

Ovvio che si trattava di una F1 diversa, dove gli sviluppi erano molto più liberi, mentre la Ferrari SF21 rappresenterà sostanzialmente un’evoluzione della vettura che l’ha preceduta. Sul nuovo motore c’è un cauto ottimismo, mentre la parte posteriore del modello è stato profondamente rivisto. Sarà importante ritrovare una buona gestione degli pneumatici ed una guidabilità degna del talento di Charles Leclerc, che con Carlos Sainz formerà una coppia inedita. I piloti sono una certezza, mentre la vettura è l’incognita. Il debutto stagionale in Bahrain sarà un bel banco di prova, essendo una delle piste in cui la power unit conta maggiormente. Pochi mesi fa per la rossa fu un’ecatombe, ma adesso non c’è più spazio per gli errori. La nuova Ferrari dovrà tassativamente rappresentare la rinascita del Cavallino.

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