Nonostante l’attacco missilistico ad un vicino impianto di Aramco, la F1 ha annunciato che il weekend di Gedda proseguirà come da programma.

Il venerdì del GP d’Arabia Saudita ha fornito numerosi spunti interessati dal punto di vista sportivo, ma per questa volta la competizione in pista è totalmente passata in secondo piano. Durante la prima sessione di Prove Libere, infatti, un’inquietante nube di fumo nero si è sparsa nel limpido cielo di Gedda, sede del circuito sul quale si tiene il secondo appuntamento della stagione 2022 di F1. Dopo qualche minuto di smarrimento, è arrivata un’agghiacciante conferma: il fumo proveniva da uno stabilimento di Aramco situato ad una decina di kilometri dal tracciato, andato in fiamme a causa di un attacco missilistico perpetrato dal gruppo ribelle degli Huthi, attivo nello Yemen. E’ importante sottolineare che l’Arabia Saudita si trova apertamente in guerra contro questo movimento sciita, sostenuto in maniera più o meno diretta da Iran e Russia, nel contesto della guerra civile che dal 2015 sta dilaniando lo Yemen.

La notizia di un attacco missilistico a pochi kilometri dal Jeddah Corniche Circuit durante un weekend di F1 ha ovviamente allarmato tutti gli addetti ai lavori, che hanno cercato di comprendere ed affrontare la situazione collaborando con le autorità competenti. Prima della seconda sessione di Prove Libere si è tenuta una riunione urgente tra le alte sfere del circus, capitanate da Stefano Domenicali, la FIA, le scuderie, i piloti e gli organizzatori per informare tutti quanti dello stato delle cose, mentre alle 20:00 italiane è andato in scena l’incontro decisivo per stabilire le sorti del GP d’Arabia Saudita. E la scelta del circus, approvata dai team e dalla GPDA, è stata di proseguire con il regolare svolgimento dell’evento.

Stefano Domenicali Formula 1

Queste le parole di Stefano Domenicali al termine della riunione: “In qualsiasi situazione, la sicurezza dev’essere la priorità e in questo senso abbiamo ricevuto garanzie dal paese. I responsabili locali sono qui in circuito con le loro famiglie, e sono state prese le misure necessarie per proteggere quest’area, la città e i luoghi in cui andiamo. Perciò siamo tranquilli e ci fidiamo delle autorità, e per questo motivo l’evento si terrà“.

Nella circostanza è intervenuto anche il Presidente della FIA Mohammed ben Sulayem, che ha dichiarato: “Abbiamo tenuto delle riunioni con i capi della sicurezza, poi abbiamo parlato con i Team Principal e i piloti. Gli attacchi sono mirati ad infrastutture importanti a livello economico per il paese, quindi non hanno come obiettivo né i civili né il circuito. Ovviamente abbiamo valutato la situazione e abbiamo ricevuto garanzie che ci troviamo in un luogo sicuro e possiamo concentrarci sull’attività in pista“.

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