Il CEO della F1 ha voluto placare l’entusiasmo dei fan riguardo al possibile allargamento della griglia a undici o dodici scuderie.

Negli ultimi anni, la continua crescita della F1 in termini di popolarità ha portato ad un’espansione del calendario e all’approdo di un numero sempre maggiore di sponsor, ma un elemento è rimasto invariato: il numero di scuderie sulla griglia di partenza. Nonostante i tanti interessanti progetti annunciati, tra cui in ultima istanza quello della famiglia Andretti, dall’ingresso della Haas nel 2016 nessun nuovo team ha più potuto tentare la fortuna nel circus. Inoltre, a causa degli accordi stipulati tra le varie squadre all’interno dell’ultimo Patto della Concordia, l’iter di approvazione ed iscrizione di una nuova scuderia al campionato del mondo è divenuto estremamente complicato. Contrariamente ai desideri degli appassionati, tuttavia, per la F1 l’ampliamento della griglia non rappresenta una priorità: come affermato in una recente intervista da Stefano Domenicali, infatti, il focus della categoria regina deve restare sul valorizzare chi è già presente nel circus.

GP Bahrain Ferrari F1

“Abbiamo ricevuto numerose richieste.” – ha dichiarato il CEO della F1, citato da Autosport “Quante di preciso? Posso dire più di una e meno di otto! Alcuni hanno deciso di rendere pubbliche le proprie intenzioni, mentre altri stanno negoziando in via del tutto confidenziale. Personalmente, non credo che oggi il numero di squadre sia un fattore negativo dal punto di vista dell’intrattenimento. Credo che la priorità sia lavorare per migliorare la competitività di alcuni team che sono già presenti in griglia. Non penso che introdurre nuove scuderie porti ad un incremento del valore del nostro prodotto, a meno che non si tratti di team di livello elevatissimo”.

Domenicali ha inoltre sottolineato la centralità del buon funzionamento del budget cap e dei regolamenti finanziari per garantire la sostenibilità della F1 in un periodo di crisi come quello attuale: “Ci sono due problemi. In primis, la questione del controllo: se l’ente regolatore si perde qualcosa, l’intero sistema collassa. Oggi non basta scrutinare solo il lato tecnico della F1, ma c’è bisogno di controlli stringenti a livello finanziario. Proprio per questo la FIA si sta attrezzando per divenire ancor più efficace in qualità di ente regolatore. La seconda criticità è legata ad alcuni fattori imprevedibili al momento dell’approvazione dei regolamenti finanziari. L’inflazione procede in maniera imprevedibile, ed anche le spese di trasporto sono incrementate in maniera inaspettata nelle ultime settimane. Ci incontreremo per trovare le giuste soluzioni, ma il principio di garantire a tutti le stesse opportunità dovrà rimanere al primo posto”.

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