Lo slogan serve a poco, se non accompagnato da altre qualità che i vertici di Maranello dovrebbero incarnare. Grazie agli aggiornamenti la Ferrari in Portogallo è cresciuta sul piano della prestazione, ma si avverte la mancanza di un leader carismatico.

A Maranello si iniziano a vedere i primi spiragli di luce dopo più di due mesi di immobilismo tecnico ed atroci sofferenze in pista. Dal quarto posto di Silverstone, nel GP celebrativo dei 70 anni della F1, a quello di Portimao. Gli sviluppi hanno garantito a Charles Leclerc di conservare la quarta posizione, obiettivo massimo, al contrario di ciò che ha dichiarato Binotto nel pre-gara. Gettate le basi per una rinascita tecnica del progetto, soprattutto in ottica 2021, quando la Ferrari dovrà tornare a lottare per podi e vittorie.

Se Leclerc è riuscito, ancora una volta, a sfruttare al meglio la rinnovata SF1000, il compagno di garage tedesco ha ancora riscontrato difficoltà nella guida di un’auto nervosa che non si adatta al suo stile.
Un solo punticino a Portimao, doppiato, ma sempre pronto a fare i complimenti a Leclerc per il suo immenso talento. Umanamente Vettel è il massimo che potesse avere la Scuderia Ferrari. Rimarrà un tifoso della Rossa, anche quando si vestirà di verde Aston Martin.

Alla ricerca di un leader

Il tanto pubblicizzato stile Ferrari è spesso mancato agli uomini al vertice del Cavallino Rampante che, in occasioni delicate, si sono lasciati andare a dichiarazioni infelici. Ultimo in ordine di tempo il team principal Mattia Binotto, che si è lasciato sfuggire una frase su Sebastian Vettel decisamente mal interpretabile (come si evince dal video in basso).

Forse non c’era malizia, ma da un uomo squadra ci si aspetta altro. Un DNA da ingegnere poco avvezzo alla comunicazione orale che lo costringe ancora oggi a studiare per diventare un buon team principal. Binotto, al momento, è fra i personaggi più chiacchierati e non solo in pista. Sono diventate virali le imitazioni del comico Crozza, che raffigura perfettamente i deficit comunicativi dell’ingegnere di Losanna. Se solo esistesse una dirigenza capace di prendere delle decisioni, non sarebbe malsana quella di retrocedere Binotto al suo consueto lavoro di ingegnere, rigorosamente, dietro le quinte.

Pole Hamilton

92 volte Hamilton

Dopo aver eguagliato Michael, Lewis Hamilton, ha segnato il nuovo record della storia della F1. Nessuno aveva mai vinto così tanti GP. Un primato favorito da calendari fitti di gare e da una Mercedes spaziale, ma va detto che l’anglo-caraibico è un fuoriclasse e lo ha dimostrato anche in Portogallo. Pole strappata con intuito e fervore al compagno di squadra e corsa domenicale, senza sbavature, dove ha rifilato ben 25 secondi alla gemella W11 di Bottas. Il finlandese ora dovrà stare attento in classifica piloti anche al ritorno di Max Verstappen, ottimo terzo in quel di Portimao. Nota di onore ad un vecchio leone di nome Kimi, che nel primo giro ha mostrato a tutti come si affrontano i quarantuno anni in grande stile.

Appuntamento a Imola

Sabato 31 ottobre si riaccenderanno i motori sull’Autodromo Enzo e Dino Ferrari per la tredicesima prova del campionato del mondo F1 2020. Sarà il terzo GP in terra italiana della stagione, dopo Monza e Mugello. C’è grande attesa anche per la questione del pubblico, che sarebbe pronto ad invadere con passione e calore le tribune del tracciato romagnolo. Dopo l’emanazione da parte del Governo dell’ultimo Dpcm contenente le nuove misure restrittive anti-Covid, il GP potrebbe svolgersi a porte chiuse. Rimanete sintonizzati sulle frequenze di Newsf1 per tutti gli aggiornamenti del Circus della F1.

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